Non siamo mai contenti

Non riesco a capire cosa ci sia di errato nelle righe che riporto più in basso. Sono la trascrizione del servizio mandato in onda da NeaPolis su Ubuntu e che riprendo dal loro blog. Eppure questa presentazione, che doveva necessariamente rientrare in meno di tre minuti, ha ricevuto fin troppe critiche. Non siamo mai contenti. Ci lamentiamo che il software libero non appare in TV e poi quando arriva ci lamentiamo del fatto che i giornalisti sono poco geek (perché in fondo è questo quello che si vuole dire con le critiche). Chi ha fatto il servizio ha fatto un ottimo lavoro. Questo è il mio pensiero e ringrazio da questo piccolo spazio Margherita Rosciano e chi ha lavorato con lei (anzitutto i membri di Ubuntu Italia) per averci offerto l’opportunità di andare in TV.

Tra i suoi sostenitori Nelson Mandela, nel suo dna la libertà. Il sistema operativo Ubuntu prende il nome proprio da una filosofia di vita sudafricana che vive di condivisione. Il software è libero, gratuito ed open source e per la sicurezza dei suoi utenti viene aggiornato ogni sei mesi in massima sicurezza.
Ubuntu. Parola dell’ Africa subsahariana che significa ‘umanità verso gli altri’ o ‘io sono ciò che sono, per merito di ciò che siamo tutti’. Un inno alla lealtà ed al senso di comunità, un’ ideologia che descrive appieno il sistema operativo Gnu/Linux che prende il nome proprio dal concetto africano. Ubuntu è completamente libero, open source e gratuito e supporta computer Intel x86 ed Amd 64bit. Ma soprattutto rilascia alla sua comunità una nuova versione ogni sei mesi, così da fornire sempre il software più innovativo del mondo open source. E’ sicuro al 100% con aggiornamenti di sicurezza garantiti per 18 mesi che, nelle versioni a lungo termine, le LTS, diventano 3 anni per l’edizione desktop e 5 per quella server. Con Ubuntu, nato nel 2004 e già usato da migliaia di utenti, si può esplorare il web, inviare email, controllare desktop remoti, collegarsi in videoconferenza, parlare con gli amici. Non mancano gli strumenti per l’ufficio: creare presentazioni, lavorare con fogli di calcolo, scriveree e modificare documenti, creare database ed è compatibile con altri programmi del genere. E’ disponibile in 40 lingue, facilissimo da installare con oltre 20mila pacchetti disponibili via internet e, dopo l’installazione, immediatamente pronto all’uso. E se pensate di aver bisogno di aiuto potrete chiederlo alla comunità che, in Italia, è vasta e molto attiva

Passaggio ad Hardy Heron

Great Blue Heron
Creative Commons License photo credit: rusty one

Una settimana prima che uscisse Hardy Heron, mi ero deciso ad effettuare il passaggio: ormai la versione era stata definita e la ISO che si scaricava era considerata già stabile. Per la prima volta mi ero deciso ad effettuare il passaggio senza formattare, ma aggiornando la versione attuale (Gutsy). Tutto andò liscio e senza alcun intoppo. Ma durante l’utilizzo (nel giro di pochissime ore) succedeva più volte che l’interfaccia grafica si congelasse e non rispondesse ai comandi. Neanche un Ctrl+Alt+Backspace o un Ctrl+Alt+F2 sortiva alcun effetto: il sistema era completamente bloccato, e questo per almeno 5-6 volte. Decisamente troppo in così poco tempo. Tant’è che mi decisi di ripristinare l’ottima Gutsy.

Avendo oggi mezza giornata libera, ho pensato di ritentare l’aggiornamento, ma stavolta formattando (gh!). Come sempre in meno di 20 minuti ho il sistema pronto a funzionare. Di blocchi dell’interfaccia neanche uno: e spero che continui così. :)

Ho riscontrato però alcuni aspetti che hanno richiesto un intervento manuale da parte mia e che qui elenco per mio promemoria e per utilità altrui.

Xorg.conf

Come faccio ogni volta che aggiorno, vado a controllarmi tre file: /etc/X11/xorg.conf, /etc/fstab e /etc/apt/sources.list. Apro il primo file e lo trovo inspiegabilmente generico: cioè non trovo tutte le impostazioni che la mia Ubuntu ha sempre rilevato (monitor, scheda video, tavoletta grafica, mouse), ma appunto leggo solo impostazioni generiche. Tant’è che la mia tavoletta, ad esempio, non funziona. Neanche un dpkg-reconfigure mi consente di sistemare decentemente il file.

Decido così di usare l’xorg.conf che usavo in Gutsy: ho fatto un attento copia e incolla dal vecchio file al nuovo e riavvio il sistema. Perfetto! Tutto torna a funzionare, compresa la mia Wacom Intuos2 9×12.

Installo quindi i driver Ati fglrx prelevati dal sito Ati e anche questi si installano senza alcun problema.

Tastierino numerico

Altro fastidiosissimo problema: non funziona il tastierino numerico! o.O Eppure il led della tastiera è acceso!
Dopo aver provato a verificare il modello della tastiera e aver provato a installare il pacchetto numlockx dandogli poi da terminale numlockx on (che non sortiva alcun effetto), provo a guardare con più attenzione in Sistema / Preferenze / Tastiera e mi accorgo che c’è una scheda Mouse da tastiera (ma prima c’era?): disabilito “Consente di controllare…” e… cavolo! funziona! :D

Risolti questi piccoli problemi, rimane quello dei blocchi dello schermo. Non so dirvi se questi dipendevano da Hardy o da Compiz o da altro. Il sistema adesso è acceso da qualche ora e non ho ancora avuto alcun blocco.

Hardy, mi raccomando,: comportati bene! :D