Software libero e scuola: l’Istituto Ettore Majorana

Non è solo la provincia di Bolzano ad aver capito i numerosi vantaggi del software libero ma anche una scuola siciliana, l’Istituto “Ettore Majorana” di Gela. Grazie all’impegno e alla profonda convinzione del Prof. Ing. Antonio Cantaro, la scuola gelese è entrata in pieno nell’uso e nella divulgazione del software libero, proponendolo come una valida alternativa al costoso software proprietario. La cosa che più mi rende contento è la promozione della cultura del software libero: nel tempio del sapere, dove si formano le menti di coloro che domani reggeranno il paese Italia, è doveroso che ci si formi a questa cultura, a questo modo di pensare. Come non è ammissibile che una Pubblica Amministrazione rilasci un file in formato .doc, così non è ammissibile che in una scuola si usi ancora software chiuso.

La scuola Majorana si propone come un valido esempio per tutti quegli enti pubblici che tuttora continuano a scialacquare milioni di euro dei contribuenti per pagare il software proprietario. Secondo le stime del Prof. Cantaro, il risparmio a livello regionale sarebbe di ben 2 milioni e 200 mila euro l’anno, soldi che potrebbero essere destinati ad opere diverse da quella di rimpinzare le casse delle software house. Per rendersi conto di quanto si possa risparmiare in una sola provincia, guardate questo video.

Ecco cosa dice il Prof. Cantaro sulla nascita del progetto:

Probabilmente siamo l’unica scuola della Sicilia o almeno una delle pochissime, ad avere un’aula computer, da 16 postazioni, funzionante completamente ed esclusivamente col software libero, ovvero Linux in versione Debian (Ubuntu 7.10), OpenOffice & Co. Quali sono i vantaggi? Vi narro, per iniziare, un piccolo aneddoto. Verso ottobre del 2007, sono venuto a conoscenza che la nostra scuola era in procinto di ricevere una fornitura di computer per la nuova aula d’informatica. Il nuovo Dirigente scolastico, Prof. Vito Parisi, venuto a conoscenza delle mie competenze nel settore, mi chiese di dare un’occhiata al contratto di fornitura. Erano previsti un totale di otto computer con relativo software a pagamento. Troppo pochi per avere un’aula in grado di ospitare una classe. Sapete com’è finita? Con gli stessi soldi, grazie anche al vincitore della gara, Sig. Barone di Gela, i computer sono diventati ben 16 (dico sedici), in grado di soddisfare appieno i bisogni di un’intera classe. Vi chiederete come abbiamo fatto. Semplice, abbiamo sostituito tutto il software a pagamento previsto dalla fornitura (che poi non era neppure molto, sempre per questioni economiche) con software libero e gratuito. Quindi, prima ancora che il progetto “software libero” decollasse, abbiamo ottenuto, praticamente, il raddoppio delle postazioni computer.

Che aggiungere? Si spera solo che chi governa questo paese si accorga che il risparmio in termini monetari sarebbe enorme se tutta la Pubblica Amministrazione italiana passasse a Linux. E sottolineo, comunque, che non è questo il primo punto da tenere in considerazione, quanto il primario e imprenscindibile: la cultura del software libero.

La scuola, sempre sotto la guida preziosa del Prof. Cantaro, ha preparato una pagina – si spera – sconvolgente per chi non è ancora convinto che “Linux è meglio”, dal titolo “Perché passare a Linux”, con un bel sottotitolo: “Ci sono, almeno, 27 validi motivi per innamorarsi di Linux”. È una rassegna dei motivi principali per cui è un gran bel passo adottare Linux come propria piattaforma di lavoro.

I miei complimenti al promotore del progetto e a tutta la scuola, cui auguro un lavoro entusiasmante e ricco di soddisfazioni.

BlackBerry: aggiornamento al firmware 4.5

Da pochi giorni è disponibile il nuovo firmware 4.5 (cioè il sistema operativo) per gli smartphone BlackBerry, compreso il Curve 8300, di cui sono un soddisfatto utente. L’aggiornamento, che pensavo più complicato, è stato davvero facile e soprattutto lineare. Non ho perso nulla: email, contatti, segnalibri, ecc., fatta eccezione per la disposizione delle icone, della cui precisa disposizione sono un maniaco! :D

L’aggiornamento è stato compiuto da Windows tramite il Desktop Manager 4.5 (scaricabile da questo indirizzo) seguendo meticolosamente quanto descritto nell’eccellente guida proposta da BlackBerry Italia: un complimento all’autore per la chiarezza espositiva. Il firmware predisposto per gli utenti TIM è stato prelevato seguendo questo articolo. Il tutto è durato circa un’ora, seguendo passo passo tutti i sei punti proposti. Il consiglio, dunque, se intendete effettuare l’aggiornamento, è di farlo in un momento di calma e tranquillità.

Con il metodo di aggiornamento proposto perderete le applicazioni di terze parti che avete eventualmente installato: dunque dovrete reinstallarle e non dimenticate i codici di attivazione, se esse ne necessitano. Io non uso applicazioni con codici di attivazione, ma sostanzialmente tutto il parco software che Google mette a disposizione per i dispositivi mobili: mi è bastato fare clic su un pulsante per installarli tutti in un colpo solo.

La prima cosa che è balzata subito agli occhi, dopo aver effettuato l’aggiornamento, è il nuovo carattere attivato in modo predefinito, BBAlpha Sans, che non mi pare fosse presente nella precedente release: un font molto più chiaro e leggibile del precedente.

È stata rivista la grafica dell’applicazione delle email (che ora godono del pieno supporto degli allegati), del calendario e soprattutto la pagina iniziale del browser: vi ritroverete in cima il campo degli indirizzi, poi un campo di ricerca su un motore (Google, Wikipedia e Dictionary.com), poi i preferiti e infine la cronologia. Tutto in una pagina e secondo me adesso si naviga tra la cronologia e i preferiti molto meglio di prima.

È stata aggiunta la possibilità di registrare audio e video: è una bella comodità poter avere questi due strumenti a portata di mano, non si sa mai. Ovvio che la qualità non è quella di una videocamera dedicata, ma se per emergenza ci dovessero servire, sappiamo di poter contare sul nostro fidato compagno di lavoro.

Tra le applicazioni disponibili avremo anche Documents To Go, il prodotto di DataWiz per leggere i formati Word, PowerPoint e non consente la modifica dei documenti. Per abilitare tutte le funzioni e anche la gestione dei file di Excel bisogna acquistare il prodotto completo.

Tra le applicazioni di terze parti che uso io, come dicevo, c’è il pacchetto completo dei prodotti offerti da Google per i dispositivi mobili e in particolare per quelli di casa RIM. Dal pacchetto potete installare i seguenti applicativi:

  • Search
  • Google Maps
  • Gmail
  • News
  • Google Sync
  • Google Reader
  • Google Docs
  • Picasa

Per installarli e sapere se ci sono aggiornamenti si fa uso di Google Mobile Updater (installabile solo via OTA, digitando l’indirizzo: http://www.google.com/m/download/updater?source=mobileproducts&noss=1). Una volta installato, dalla lista che propone si può scegliere cosa prendere e in seguito sarà lui stesso ad avvisarci se sono disponibili aggiornamenti. Con un clic avremo tutto sempre in forma.
Tra queste applicazioni, quella cui darei il massimo del voto è Sync, che permette la sincronizzazione a due vie del calendario del BlackBerry con quello che avete su Google Calendar. È un’applicazione, tra l’altro, che potete dimenticare perché fa tutto da sola e lo fa molto bene: inserite un appuntamento sul dispositivo e dopo la sincronizzazione automatica (ogni due ore; ma potete eseguire la sincronizzazione manuale) ve lo ritroverete sul calendario online, e viceversa. Potete decidere quale calendario sincronizzare tra quelli che avete e quali visualizzare sul dispositivo. Ci vorrebbe qualcosa del genere, creato cioè da Google, per i contatti.
Per la posta uso il software incluso nel palmare ma per compiere determinate operazioni (come la ricerca e altro) uso l’applicazione Gmail, un clone riuscito dell’equivalente che uso sul PC. Così anche Google Reader, che io uso sul PC, funziona davvero bene sul palmare, permettendo di ritrovare sul PC le notizie non viste sul palmare (o quelle segnate come “non viste” o come “preferite”) e viceversa. Insomma, l’integrazione palmare/PC è ben riuscita.
Nell’elenco manca Google Talk: per prelevarlo basta andare dal dispositivo su http://www.blackberry.com/googletalk e installarlo OTA (Over The Air).

Il nuovo link per scaricarlo è http://mobileapps.blackberry.com/devicesoftware/entry.do?code=gtalk

Esiste anche Live Messenger (http://www.blackberry.com/livemessenger), ma prima di installarlo si riceve un avviso che il dispositivo non supporta Windows Live Messenger al momento: probabilmente è solo questione di tempo.

Altre applicazioni, anche gratuite, si trovano nella sezione dedicata sul sito ufficiale di RIM, come Yahoo, Flickr, Facebook ed altro ancora; per gli amanti di Twitter esiste TwitterBerry.

Per la gestione delle password, esiste una applicazione predefinita che io però non uso, perché non consente di poter avere lo stesso file sia sul palmare che sul PC. Utilizzo KeePass for BlackBerry, che è la versione mobile dell’applicazione open source KeePassX che uso su Ubuntu. Per la sincronizzazione del file contenente le password mi è sufficiente copiare il file nella directory dedicata all’interno del dispositivo.

Non riesco a trovare note negative in questo aggiornamento: se proprio si vuole essere pignoli, sembra che a volte il palmare reagisca con lentezza, riprendendosi dopo circa 1-2 secondi. Ma è una cosa che assolutamente si percepisce poco visto che accade veramente di rado. Porrei questa cosa anche tra le mie impressioni, dovendo mettere maggiormente alla prova questo aggiornamento. Ma finora tutto è andato benissimo.

Un appello finale: RIM, quando porterai su Ubuntu l’ottimo Desktop Manager già presente su Windows, per consentire la sincronizzazione tra Evolution e BlackBerry?

Disabilitare le revisioni dei post in WordPress 2.6

Se la nuova funzione “Revisione dei post” di WordPress 2.6 vi irrita o la giudicate inutile per il vostro blog, specie se solo voi ne siete gli autori, potete facilmente disabilitarla aggiungendo questa riga:

define('WP_POST_REVISIONS', false);

nel file wp-config.php.

Se poi volete modificare l’intervallo di tempo in cui WordPress salva in automatico il post che state scrivendo, aggiungete pure questa:

define('AUTOSAVE_INTERVAL', 60);

modificando il valore 60 (che sta per secondi) con quello che vi sta più a genio.

Fonte: Lester Chan.

Gli screenshot di Gnome e l’ombra

Ma voi lo sapevate che Gnome può generare un’ombra sotto gli screenshot delle finestre (Alt+Stamp) in automatico? Io no, e si vede che ho sempre da imparare! :D
Questa funzione è attivabile dall’editor della configurazione (gconf-editor) alla chiave /apps/gnome-screenshot/border_effect: nel valore immettere shadow al posto di none.

Nuova pagina wiki: Rinominare dispositivi esterni

Frequentando il forum di Ubuntu-it mi sono accorto che in pochi post, uno dietro l’altro (almeno qui e qui), si chiedeva come fare a rinominare (o etichettare) un disco esterno o una chiavetta USB. Ho cercato nella nostra documentazione Wiki ma non no ho trovato nulla in merito, tant’è che ho deciso di scrivere una pagina in merito. A tempo di record, Alessio Treglia, a.k.a. “quadrispro”, il “Mastro” del Wiki, ha revisionato la pagina ed è già online all’indirizzo http://wiki.ubuntu-it.org/Hardware/DispositiviPartizioni/RinominareDispositiviEsterni. Per “esterni” si intendono sia i dispositivi USB che quelli Firewire. Speriamo di aver reso un servizio utile. :)

WordPress 2.6 e WP-DownloadManager

Update.
Lester Chan ha rilasciato questo pomeriggio la versione finale di Wp-DownloadManager 1.31 compatibile con WordPress 2.6. Lo trovate qui.

Rilasciata la versione 2.6 della nostra piattaforma di blogging. Upgrade tranquillo e senza alcun problema, fatta eccezione per il plugin WP-DownloadManager che ha bisogno di un adattamento.

Se avete questo plugin attivo, dopo aver fatto l’upgrade non riuscirete ad avviare wp-admin/upgrade.php né ad entrare nella bacheca: semplicemente cancellate la directory del plugin wp-downloadmanager (fatevene una copia in locale prima) e riuscirete a completare l’upgrade.

L’autore ha già rilasciato una beta, che potete trovare qui: http://lesterchan.net/wordpress/download/1/. Scaricatela, decomprimete l’archivio e copiate la cartella in remoto; quindi aggiornate i vostri permalinks. Tutto tornerà a funzionare, rimanendo in attesa che Lester rilasci la versione finale.

Per ulteriori informazioni sulle nuove caratteristiche di WordPress 2.6, Matt ha rilasciato un video disponibile qui.

Anche voi giornalisti per FCM!

La rivista Full Circle, come saprete, nasce da una idea della Comunità degli utenti di Ubuntu e vive del lavoro di coloro che hanno scelto di dedicare parte del loro tempo libero alla riuscita di questo progetto. È veramente un progetto aperto: tutti possono collaborare, in un modo o nell’altro. C’è chi scrive gli articoli, chi li traduce, chi li corregge, chi li impagina, chi si occupa del mantenimento del sito e così via. Non esiste una redazione a numero chiuso: i “giornalisti” di Full Circle siamo noi! Di ogni impaginato potete avere anche i “sorgenti”, vale a dire il file .sla generato da Scribus, il programma di impaginazione e DTP open source.

Il mio intento nello scrivere questo articolo è di invitare anche i lettori italiani a cimentarsi nello scrivere un articolo, anche breve, per Full Circle! Quanti di noi hanno un blog? Tantissimi, sicuramente. Quanti articoli scriviamo sul nostro amato sistema operativo, quante valutazioni, how-to, eccetera! Perché non scrivere la stessa cosa per questa rivista? Ma volete mettere la differenza, con tutto il dovuto rispetto, tra scrivere un articolo nel vostro blog (che è magnifico) e uno su Full Circle dove sarà letto di sicuro a livello mondiale? :D

La rivista ha tante rubriche e, se riflettete bene, potreste certamente esclamare: “Per questa rubrica potrei scrivere qualcosa… Ma sì, dai! Ora lo scrivo!”. Non bisogna essere necessariamente esperti per scrivere su Full Circle: una condivisione di esperienza è già un ottimo articolo. C’è anche la sezione “Il mio desktop”, dove potete mettere in bella mostra il vostro desktop. O, se ne avete le capacità, potete cimentarvi in un how-to: magari riuscite a usare con disinvoltura un software e volete che anche gli altri facciano altrettanto; allora è il caso di scriverlo!

L’unica cosa che vi si chiede è che l’articolo sia collegato in un qualche modo con Ubuntu e che sia scritto in inglese: ma non preoccupatevi se il vostro inglese non è perfetto! Uno dei collaboratori di Full Circle lo leggerà prima della pubblicazione e vi dirà quali modifiche apportare. In questo modo voi, oltre che avere l’onore di scrivere per Full Circle, avrete una occasione in più (e aggratis) di apprendere meglio la lingua inglese. Che occasione!

Per maggiori informazioni, abbiamo preparato un paragrafo nel nostro Wiki con tutte le informazioni tecniche. Dategli uno sguardo se siete interessati.

Se invece non desiderate proprio partecipare come giornalisti, avete sempre la possibilità di contribuire alla traduzione in italiano degli articoli inglesi: in questa pagina trovate le informazioni per unirvi a noi. Buon lavoro!