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KDE 4.6.3 e le nuove icone

Nell’ultimo aggiornamento di KDE hanno cambiato le icone per le cartelle:

A sinistra com’erano, a destra dopo l’aggiornamento. Non si può dire che siano brutte, anzi. Solo che le precedenti erano integrate a pennello con l’aspetto di questo ambiente desktop. A quel che ho potuto vedere 1, sembra che non siano piaciute.

Aggiornamento. Probabilmente a seguito delle numerose lamentele, stasera sono state ripristinate le icone della 4.6.2.

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Da Mac a Linux: un viaggio senza ritorno

Mentre oggi impaginavo la rubrica “Il mio desktop” di Full Circle Magazine n. 25, ho letto con piacere questo intervento di Alex, ex-utente Mac e oggi amante di Linux. Ecco come esprime la soddisfazione della sua scelta:

I was a Mac user for years before deciding some months ago that I wanted to try something new like Ubuntu. So I got a cheap second-hand laptop (dual core 1.60, X3100 graphics card, 2 GB RAM) and tried various Linux distributions before deciding my favorite desktop was Gnome, and my favorite distro was Ubuntu – thanks to its great forums. So I’m perhaps one of the few people switching from Mac to Linux, but I surely hope it’ll start happening more and more. Gnome is a great desktop: Very stable, fast and flexible, and the more you use a free system the more you realize why you cannot go back. Now I do everything with my humble laptop: Watch movies; use Inkscape along with a graphic tablet; and I love GIMP, OpenOffice, and so on. I’ll never look back!

così tradotto dal Gruppo FCM:

Sono stato un utente Mac per anni prima di decidere, alcuni mesi fa, di voler provare qualcosa di nuovo come Ubuntu. Così ho comprato un portatile di seconda mano (dual core 1.6, scheda video X1300, 2 Gb di RAM) e ho provato diverse distribuzioni Linux prima di decidere che il mio desktop preferito fosse Gnome e la mia distribuzione favorita fosse Ubuntu (grazie anche ai suoi magnifici forum). Sono forse una delle poche persone a passare da Mac a Linux, ma voglio sperare che questo accada sempre più. Gnome è un gran desktop: molto stabile, veloce e flessibile e più utilizzerete un sistema libero più comprenderete che non potete tornare indietro. Oggi faccio di tutto con il mio modesto portatile: guardo i film, uso Inkscape con la tavoletta grafica e amo GIMP, OpenOffice e via dicendo. Non tornerò mai indietro!

È interessante il fatto che a scrivere queste parole sia un utente che usava il sistema della Mela.

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Shiki Colors e qualche problema con Firefox

Gnome Colors logo

Se siete utilizzatori del tema Shiki Colors del progetto Gnome-Colors, di cui esiste un comodo repository (sempre aggiornato) su Launchpad, vi sarete accorti che con il tema predefinito di Firefox (e qualche altro) si hanno alcune incompatibilità. Ecco degli esempi: a sinistra l’aspetto prima della cura, a destra dopo.

La selezione di un URL

La creazione di un segnalibro

Il menu di suggerimento degli URL

La barra di riempimento del plugin Fission

Come si può vedere alcuni problemi sono proprio insopportabili. Per questo motivo, ho contattato l’autore del progetto Gnome-Colors, Victor Castillejo, che a razzo mi ha risposto e, con estrema gentilezza, mi ha anticipato che nella prossima release stabile il problema sarà risolto; nel frattempo, però, potevo fare qualcosa. Nella versione SVN del tema c’è un file userChrome.css: basta aggiungerne il contenuto nel proprio userChrome.css (se lo si ha) o altrimenti copiarlo nella propria directory ~/.mozilla/firefox/*utente*/chrome. Riavviare Firefox e godersi un’interfaccia rinata. :mrgreen:

Per ottenere l’ultima revisione, è sufficiente estrarla con:

svn checkout http://gnome-colors.googlecode.com/svn/trunk/ gnome-colors-read-only

Il file userChrome.css si trova in gnome-colors-read-only/shiki-colors.

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Jaunty Pride

Ecco come su Jaunty si presenta il mio desktop Gnome in tutto il suo splendore:

desktop_20090425

Non ho molto da dire, se non che lo sto testando da due mesi e ci lavoro benissimo. È, credo, l’unico desktop scuro che mi abbia convinto in pieno.

Il tema è Dust nella versione Bordered, vale a dire con uno spessore dei bordi delle finestre maggiore (fig. 4) per consentire un più facile ridimensionamento. Il tema Dust lo trovate già su Jaunty, ma la variante Bordered va installata a parte e potete prelevarla dal progetto su Launchpad (la variante è inclusa nel pacchetto -extras).

Il tema delle icone è Gnome-Colors, nella variante Human. È distribuito in 4 colori differenti, tutti molto belli e usabili, e lo trovate su gnome-look.org. Piacevole il fatto che sono specificate icone diverse per file di testo diversi (testo puro, php, diff e altri).

Il font utilizzato per tutto l’ambiente desktop è il Droid, che trovate nei repository e che nel mio sistema sta sostituendo egregiamente il Lucida Grande, altrettanto bello e pulito. Droid è stato disegnato specificamente per lo schermo e in particolare per i palmari della piattaforma Android, sui quali garantisce un’ottima leggibilità. Maggiori dettagli nel comunicato stampa di Ascender Corporation.

Lo sfondo, infine, si chiama Ubuntu Meta, che si intona a pennello nel contesto.

[update] Ho cambiato lo sfondo con questo, di cui ho fatto anche una versione in 4:3.

Ecco alcune immagini.

Unica pecca è la parte alta delle finestre quando queste non sono in primo piano: il contrasto è veramente poco e a volte faccio fatica a trovare l’icona giusta per minimizzare o chiudere una finestra.

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Antialias da favola

Basta un clic per un desktop bello da guardare!

Basta un clic per un desktop bello da guardare!

Non so voi, ma io da sempre ho impostato i font a video così, facendo clic su “Leggera”.

Tra le altre cose, ho cambiato da qualche mese il font da usare sul desktop: dal Sans, che mi ha accompagnato da sempre, sto usando con soddisfazione il Lucida Grande, quello che viene usato anche in Mac OS X: è molto leggibile e mi piace davvero. Occupa meno spazio del Sans e finalmente su Firefox ho più spazio libero sull’affollata (ma ora finalmente meno!) barra dei segnalibri.

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Dropbox con Linux e TrueCrypt

Proprio ieri mi è successa una cosa mai vista e, per la verità, pensavo che non sarebbe mai capitata a me: in poche parole, dopo un aggiornamento di Windows eseguito a luglio scorso, non sono più riuscito ad accedere a ben due partizioni, quella di sistema di Windows e quella dei documenti suoi (che stanno su una separata, appunto). Non che voglio attribuire la responsabilità a Windows: probabilmente è veramente giunto il momento di cambiare un PC vecchio di 7 anni. Sono comunque riuscito a ripristinare il sistema, ma alcuni documenti di archivio per me importanti sono andati distrutti. E sempre ieri leggevo su Lifehacker che Dropbox lasciava la sua fase di beta privata per entrare in quella pubblica. “Cosa è Dropbox?”, mi sono chiesto: dopo aver letto, ho visto che era quello che faceva per me.

Dropbox è un servizio per il backup istantaneo online di una specifica cartella del proprio disco e la sua sincronizzazione: tutto ciò che fate all’interno della cartella locale si riflette immediatamente su quella online e viceversa. E non solo: se avete più PC e desiderate avere una cartella in sincronia fra tutti loro, Dropbox ne permette la sincronizzazione in maniera semplice e trasparente.
Il servizio tiene traccia anche dei cambiamenti e dei file cancellati: se avete cancellato un file in locale, potete ripristinarlo riprendendolo dal “cestino online”; oppure se volete ritornare a una precedente versione del file, potete scorrerne la cronologia. Ovviemente, come già fanno altri servizi di storage online, potete condividere una cartella con altre persone. Mi sembra davvero interessante, considerato anche che vi offre gratuitamente 2 gigabyte di spazio, secondo me sufficiente per l’archiviazione dei documenti che non dobbiamo perdere.

Dropbox e Ubuntu

Proprio ieri è stato rilasciato il pacchetto deb per Ubuntu Hardy Heron, specifico per Gnome. Esiste anche il repository, non ancora autenticato.
L’installazione è semplice e dopo averla eseguita, sarà necessario riavviare Nautilus, per il quale Dropbox installa anche un plugin. L’installer vi creerà una cartella nella vostra Home col nome “Dropbox” e quella sarà la cartella sincronizzabile. Potete comunque scegliere se usarne una diversa. Troverete anche una nuova icona nell’area di notifica. Tutte le informazioni le trovate comunque nella pagina dedicata all’installazione e nella pagina FAQ.

Dropbox e TrueCrypt

Quando creiamo una sottocartella all’interno di Dropbox o mettiamo un file o ne modifichiamo uno, questi elementi viaggiano attraverso connessione cifrata e questo ci garantisce la riservatezza durante il viaggio dei file alla loro destinazione. Ma una volta giunti là, possiamo stare certi che nessuno ci metterà il naso senza il nostro consenso? Probabilmente nessuno avrà interesse ai nostri file, ma noi per metterci un ferro dietro la porta possiamo usare TrueCrypt.
È sufficiente, infatti, creare un file contenitore all’interno della cartella Dropbox e usare questo file come cartella principale. Una volta che avete finito di usare il file di TrueCrypt e non appena smontate il file contenitore, Dropbox rileverà la modifica e invierà le modifiche al server. Attenzione, lui invierà solo le modifiche: il che significa che se avete un file contenitore di 1 giga, non invierà nuovamente tutto il file, ma solo le modifiche.

Che dire di più? Pare funzionare benissimo in Hardy!

Condivisione tra due utenti

Un aggiornamento dopo aver pubblicato l’articolo. Mi è giunta una email da parte di un mio amico in cui mi si informava che egli aveva condiviso con me una cartella all’interno della sua cartella Dropbox e mi si chiedeva se accettare o meno. Dopo aver accettato, mi sono ritrovato con una cartella in più dentro la mia Dropbox, col risultato che quello che io metto nella mia cartella lui se lo ritrova istantaneamente (pesantezza del file permettendo) nella sua e viceversa. Certamente un modo molto comodo di scambiarsi file. :)

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Compiz Fusion, che meraviglia!

Oggi ho provato Compiz Fusion:

compiz_fusion-picc.png

Una schermata di Compiz Fusion e del suo plugin Expo in azione.
Qui ho impostato un desktop con 3×2 scrivanie.

Come già saprete, sulla mia macchina funziona a meraviglia Beryl sostenuto dalla mia nVidia; Compiz, al contrario, va lento e per me è impossibile da usare. Era ovvio che provassi Compiz dopo la riunione dei due team e vi assicuro che è stata un’esperienza esaltante! Compiz è una scheggia, le animazioni sono veramente fluide, Firefox e il suo scrolling vanno a meraviglia, ecc. Provatelo, se ne avete voglia, considerando che è comunque software sperimentale, quindi cautela e fate un backup del vostro sistema prima di procedere.

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Ubuntu Guide: Feisty // GLSlideshow

Sono appena capitato in questo sito:

ubuntuguidefeisty.png

e mi pare interessante segnalarlo a chi sta cominciando adesso a usare il miglior sistema operativo al mondo. :)
C’è da dire che comunque ci sono un mucchio di cose interessanti, come la sintassi di alcuni comandi da terminale che magari non si ricordano a memoria. Fateci un salto.
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