Conoscere la data di creazione di un file in GNU/Linux

Questo post non sarebbe mai nato se non fosse stato per Lorenzo, che si è trovato davanti alla necessità di risalire alla data di creazione di un file. E si è accorto che questo dato non è di immediata reperibilità. Vista l’importanza di quel suo post, mi sembra giusto darne ulteriore visibilità.
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Bloccare nomi di dominio via file hosts

Una delle esigenze di cui si può aver bisogno nella nostra esperienza di navigatori sul Web è quella relativa al blocco di un nome di dominio o alla sua deviazione verso un altro. I motivi di ciò possono essere diversi, ma probabilmente il principale riguarderà la sicurezza.

Effettuare questa operazione non richiede particolari capacità e possiamo scegliere se bloccare tout-court un nome di dominio (per “nome di dominio” si intende un indirizzo web del tipo facebook.com) o deviarlo verso un altro (ad esempio, deviare la richiesta del dominio facebook.com verso google.it). Vediamo come si fa.

Noi sappiamo che il sistema, per accedere a un indirizzo Internet, interroga uno dei server (detti server DNS) equipaggiato con un database per la conversione del nome di dominio alfanumerico a indirizzo IP. Questi server, quindi, forniscono al sistema che lo richiede l’indirizzo IP del dominio che si vuole raggiungere. Ma prima di interrogare il server DNS il sistema guarderà in un file presente nel sistema operativo in uso per vedere se già lì è presente la regola per la conversione da indirizzo alfanumerico a indirizzo IP. Noi quindi interverremo in questo file per bloccare un determinato dominio.

Facciamo conto che vogliamo bloccare il nome di dominio facebook.com.

Blocco del dominio

Dal terminale si digita:

sudo nano /etc/hosts

Il file è già popolato con delle righe. Alla fine di esse, in una nuova riga digitiamo:

127.0.0.1 facebook.com

Stiamo così dicendo falsamente al sistema che il nome di dominio facebook.com corrisponde all’IP 127.0.0.1, numero che com’è noto identifica il computer su cui stiamo operando, cioè localhost.

Salviamo il file con CTRL+O (Control + lettera O) e usciamo con CTRL+X.

Svuotiamo la cache del browser, chiudiamolo e riapriamolo. Nella barra degli indirizzi del browser digitiamo ora facebook.com: il browser, puntando ora a quel numero, mostrerà una pagina bianca. Il dominio è quindi bloccato.

Chi ha un server Apache installato in locale può anche dire al sistema di visualizzare un avviso o anche una semplice icona in modo da capire visivamente che il blocco è operativo.

Ulteriori regole di risoluzione possono essere aggiunte, ma ogni regola dovrà essere posta su una riga separata.

Deviazione del dominio

L’operazione appena effettuata è essa stessa una deviazione. Quindi, se lo si vuole, si può sostituire all’indirizzo IP di localhost un indirizzo di un altro dominio; possiamo cioè far sì che chi tenta di andare su facebook.com si trovi davanti la pagina di google.it. Per far ciò basta sostituire all’IP 127.0.0.1 l’IP di Google. Ad esempio:

74.125.39.103 facebook.com

E così per ogni dominio che si vuole bloccare. Per conoscere l’IP corrispondente al dominio da far visualizzare si può usare nslookup:

nslookup google.it

Downside

Il lato negativo di questo sistema (per entrambe le modalità su esposte) è che, se fate questa operazione per inibire a qualcuno l’accesso a un sito e questi sappia come rimettere le cose a posto, il lavoro diventa inutile.

L’intento del post, però, non è tanto quello del controllo parentale o dell’inibizione a terzi di un certo dominio, quanto quello di sapere che con una semplice modifica possiamo bloccare per noi stessi un dominio pericoloso o con cui non vogliamo proprio avere alcun contatto.

La voce di menu “Copia link pubblico” di Dropbox in KDE

Come si saprà, Dropbox e Nautilus dialogano bene e grazie a un plugin specifico si hanno diverse cosucce integrate, tra cui quella di poter fare clic destro su un file della cartella Public e di copiare in memoria il link pubblico, in modo da condividerlo con chi vogliamo. Comodo. La stessa funzionalità non esiste in KDE perché non esiste (finora) un plugin per Dolphin. Anzi, installarsi Dropbox su KDE usando il file .deb significa tirarsi dietro come dipendenza anche Nautilus che ovviamente non serve: per questo motivo ho installato questo sistema semplicemente decomprimendo il tarball nella home e mettendo in autostart il file dropboxd.

Partendo da quanto scritto nel forum di Dropbox, è possibile con due semplici passaggi aggiungere la funzionalità di copia dei link dei file pubblici presenti nella cartella Public di Dropbox. Si presume che abbiate già installato Dropbox, non importa se via file .deb o manualmente.

Il file /usr/bin/dropbox

Accertatevi di avere in /usr/bin il file dropbox perché contiene il comando puburl che ci servirà. Se non avete installato Dropbox via .deb, prelevate il .deb da qui e decomprimetelo con:

ar x nautilus-dropbox_VERSIONE_i386.deb

sostituendo VERSIONE con il numero reale. Il file si trova nell’archivio compresso data.tar.gz e precisamente in /usr/bin. Copiatelo quindi nella vostra directory /usr/bin.

Creazione della voce di menu

Aprite un terminale e incollate questo comando per creare un file .desktop:

kate ~/.kde/share/kde4/services/ServiceMenus/dboxpublic.desktop

Al suo interno incollate questo:

[Desktop Entry]
Type=Service
ServiceTypes=KonqPopupMenu/Plugin
MimeType=application/octet-stream
Actions=CopyPublicLink
Encoding=UTF-8
Version=0.1

[Desktop Action CopyPublicLink]
Name=Copy public link
Name[it]=Copia link pubblico
Icon=/home/UTENTE/.dropbox-dist/icons/hicolor/16x16/status/dropboxstatus-logo.png
Exec=dbus-send --type=method_call --dest=org.kde.klipper /klipper org.kde.klipper.klipper.setClipboardContents string:`/usr/bin/dropbox puburl %f`

Prima di salvare, cambiate la parola UTENTE, evidenziata nella riga 12, con il vostro nome utente 1. Salvate e uscite.

Chiudete la sessione e riloggatevi. Al rientro, andate sulla cartella Public di Dropbox e troverete la voce di Menu “Copia link pubblico” con tanto di icona.

Note

  1. Questa è la riga che dice al sistema dove si trova l’icona da mettere accanto alla voce di menu.

Vrms sul mio laptop

Leggo sul blog di Lorenzo e posto il risultato di vrms sul mio laptop:

aldo@zen:~$ vrms
                Non-free packages installed on zen
icc-profiles              ICC color profiles for use with Scribus, Gimp, CinePai
linux-restricted-modules- Non-free Linux 2.6.28 modules helper script
linux-restricted-modules- Restricted Linux modules for server kernels
linux-server              Complete Linux kernel on Server Equipment.
nvidia-173-modaliases     Modaliases for the NVIDIA binary X.Org driver
nvidia-180-kernel-source  NVIDIA binary kernel module source
nvidia-180-libvdpau       Video Decode and Presentation API for Unix
nvidia-180-modaliases     Modaliases for the NVIDIA binary X.Org driver
nvidia-71-modaliases      Modaliases for the NVIDIA binary X.Org driver
nvidia-96-modaliases      Modaliases for the NVIDIA binary X.Org driver
nvidia-glx-180            NVIDIA binary Xorg driver
opera                     The Opera Web Browser
picasa                    Image management application from Google
skype                     Skype - Take a deep breath
sun-java6-bin             Sun Java(TM) Runtime Environment (JRE) 6 (architecture
sun-java6-jre             Sun Java(TM) Runtime Environment (JRE) 6 (architecture
sun-java6-plugin          The Java(TM) Plug-in, Java SE 6
tangerine-icon-theme      Tangerine Icon theme
unrar                     Unarchiver for .rar files (non-free version)
  Reason: Modifications problematic
                 Contrib packages installed on zen
gstreamer0.10-pitfdll     GStreamer plugin for using MS Windows binary codecs
msttcorefonts             transitional dummy package
nvidia-common             Find obsolete NVIDIA drivers
nvidia-settings           Tool of configuring the NVIDIA graphics driver
ttf-mscorefonts-installer Installer for Microsoft TrueType core fonts
  19 non-free packages, 0.9% of 2022 installed packages.
  5 contrib packages, 0.3% of 2022 installed packages.

Belkin F5D8055 Wireless USB Adapter e Ubuntu Jaunty

Belkin F5D8055Come succede spesso con questi aggeggi USB, anche la chiavetta USB F5D8055 data in bundle con il Router Belkin F5D8635 non funziona al primo colpo con Jaunty. Il driver è già incluso nel sistema, ma non funziona con questa chiavetta. Per farla andare, bisogna scaricare il nuovo driver dal sito della Ralink e installarlo.

Mi sono appuntato “alla meno peggio” le operazioni in un mio messaggio nel forum di Ubuntu Italia. Nonostante a prima vista sembrino tante e complicate, in realtà sono veramente facili da seguire. Tradotte in termini semplici è sufficiente cancellare (o rinominare) il file del vecchio driver, compilare il nuovo, installarlo, caricarlo e la chiavetta magicamente si accende e vi lancia in Rete.

Ora, io dico, cara Belkin, non è che ci vuole tanto a segnalare la procedura nel tuo sito, senza far impazzire i tuoi utenti a destra e a manca. :mad:

Nautilus: bug in Jaunty?

nautilusSin da quando ho aggiornato a Jaunty mi sono accorto di un comportamento strano di cui non riesco a trovare la causa e per questo mi appare come un bug. Niente di grave, solo un po’ di fastidio. Cerco di spiegarlo in poche parole.

Io sono un fanatico della home come desktop e dell’utilizzo delle cartelle in modalità spaziale. In queste due condizioni, che uso praticamente da sempre, Nautilus non sposta un elemento da una cartella, che sta sulla home, alla home (che ora fa da desktop) ma ne fa una copia. Vale a dire, se voglio spostare un file da una sottocartella della home verso la home stessa, questo file viene copiato e non spostato, come ci si aspetterebbe.

Il 20 aprile di quest’anno segnalai il bug su Launchpad e, dopo una breve discussione, fu chiesto di segnalarlo su Gnome. Oggi ho approfittato di un attimo per farlo e l’ho segnalato anche su Bugzilla. Prima di farlo, però, ho messo sottosopra la mia home per tentare di capire chi potesse generare questo strano comportamento: ho pensato anche a una errata impostazione nel file ~/.config/user-dirs.dirs, ma non sembrerebbe essere lì. Non trovando nulla e con tutti i dubbi del caso, ho aperto la segnalazione anche su Gnome.

Sarebbe davvero gradito se qualcuno volesse provare a riprodurre i pochissimi passi e farmi sapere cosa ottiene.

Condizioni per riprodurre il comportamento

Poche e semplici le condizioni per farlo. Potete provarlo su una macchina virtuale o su un altro PC oppure createvi un utente provvisorio. Ecco comunque i passi:

  1. Aprite gconf-editor e andate su Apps > Nautilus > Preferences e mettete il segno di spunta su “desktop_is_home_dir” (condizione n. 1).
  2. Aprite una cartella qualunque sulla scrivania e andate su Modifica > Preferenze e nella scheda Comportamento disabilitate la voce “Aprire sempre in finestre di esplorazione” (condizione n. 2).
  3. Uscite dalla sessione e riloggatevi.
  4. Aprite una cartella contenente dei file e cercate di spostarne uno sulla scrivania (che ora è la vostra home).
  5. Il file dovrebbe essere spostato invece che copiato.

Grazie a chiunque voglia segnalarmi i risultati ottenuti.

Update. Un aggiornamento che io credo sia in qualche modo collegato a questo “bug”. Un’altra funzione che uso è quella del colorare lo sfondo di alcune cartelle. Mi sono accorto che, volendo cambiare il colore di una nuova cartella, non riesco a farlo più: il pattern o box colorato mi torna indietro. Se invece lo trascino sulla scrivania o su altri elementi, appare il “+” (ed in effetti se lo trascino sulla scrivania, questa si colora). Ho provato su un account di test e lo faccio come sempre. Idee dopo questo update?