Se non ci fosse stato il bar

Non sono un abituale frequentatore del forum di Ubuntu Italia: di tanto in tanto lo visito, vedo se qualcuno ha bisogno di una mano e vado via. Ma non perché snobbi l’ambiente, anzi: lo reputo un ottimo strumento di supporto, specie per chi è alle prime armi con Linux. E quando posso sono ben lieto di dare una mano.

Con questa premessa intendo dire che il forum è certamente una realtà positiva. Il problema è che purtroppo l’essere umano può usare un bene e trasformarlo in qualcosa di diverso.

I fatti spiacevoli, che di tanto in tanto si susseguono in quel forum, mi hanno spinto a riflettere sulla nascita di accese controversie tra alcuni utenti e i moderatori o tra alcuni utenti stessi. Dibattiti, ma diciamo pure attacchi, molto aspri che nulla hanno a che vedere con la filosofia che sta alla base di Ubuntu. Con ciò non entro in merito su chi abbia ragione o no: mi riferisco solo alle sterili discussioni.

Mi chiedevo: se non ci fosse stato il bar, tutto questo sarebbe mai accaduto?

Non lo so sinceramente se tutto questo sarebbe mai accaduto, ma di una cosa sono certo: le controversie sarebbero state ridimensionate di molto. E con ciò non intendo dire che le controversie non ci debbano essere, ma quantomeno evitare quelle che si originano da discussioni totalmente estranee al mondo di Ubuntu e, quindi, sterili.

Le discussioni, anche accese, portano dentro di sé certamente elementi di riflessione che sono fecondi per la comunità se li sappiamo vedere. Quindi le discussioni, quando necessarie, ben vengano. Ma siano necessariamente inerenti il sistema che usiamo, la nostra Comunità, gli strumenti che usiamo, ecc. Alla Comunità di Ubuntu in quanto tale non interessano minimamente discussioni sul calcio, la politica, la società, la scienza e via dicendo. Per quanto importanti da altri punti di vista, queste discussioni sono inutili, impegnative per quanto riguarda le risorse umane e informatiche e non portano alcun beneficio alla Comunità degli utenti di Ubuntu.

Per questo motivo vedo inutile la presenza del bar in quanto luogo di socializzazione. Per socializzare si usino i mille servizi web nati per questo scopo. Il forum è e deve rimanere, secondo me, lo strumento cardine di supporto per gli utenti di Ubuntu.

Ma questa è solo la mia opinione. Sarebbe di estremo interesse conoscere la vostra opinione, anche di coloro che sono estranei al forum di Ubuntu: ogni parere è prezioso per giungere ad una visione più completa di ciò che la gente si attende da coloro che offrono gratis il loro tempo per Linux e il mondo del Software Libero.

Gruppo Full Circle Magazine: ora è più facile collaborare

Logo FCM nuovoNon so quanti di voi conoscono l’esistenza di una rivista nata un paio d’anni fa in seno alla comunità degli utenti di Ubuntu. Full Circle, questo il nome della rivista, ha come unico scopo la diffusione della cultura del Software Libero e l’utilizzo in particolare di Ubuntu attraverso guide, how-to, condivisione di esperienze, interviste, ecc. La Comunità italiana di Ubuntu non ha perso tempo e si è unita alla schiera dei traduttori internazionali, seguendo passo passo le uscite inglesi e proponendone la versione localizzata in italiano. Ne è nato un progetto, noto come Gruppo FCM, composto già da un discreto numero di traduttori, revisori e impaginatori.

Dopo circa due anni di lavoro e di puntualizzazione e limatura continua delle poche regole che devono guidare il gruppo, si è cercato di rendere più semplice e direi quasi immediata la collaborazione da parte di chiunque voglia dare il suo aiuto. Nello spirito della comunità si è voluto dare spazio alla libera partecipazione, senza costrizioni o legamenti, quando se ne ha la possibilità e il tempo. Vediamo in breve come è cambiata la situazione.

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