Banner per il software libero

Usa il Software Libero

Leggevo sul blog di su610 un post dedicato al banner a favore dell’uso del software libero, creato da CrunchBang. Questo banner è statico e presenta una immagine alla volta (qui una demo): dovete fare il refresh della pagina per vederli tutti. Ho pensato, come suggerito dallo stesso autore e come anche su610 ha scritto, di tradurli. Ma mi è anche venuto il pallino di crearne una piccola animazione, che vedete qui sopra e nella sidebar.

Come già fatto dall’autore, l’animazione è sotto licenza Creative Commons by-sa (nel mio caso 2.5 Italia).
Eccovi i link:

[download id=”2,4″]

Se lo inserite nel vostro blog, aggiungete all’immagine un link al sito della vostra distro o applicazione libera preferita o, ancora, al sito della Free Software Foundation.

Diamoci sotto col software libero! :D

Per chi ne avesse bisogno, vi posto qui il codice html per inserire il banner nel vostro sito:

<a href="http://www.ubuntu-it.org/index.php?page=Ottenere_Ubuntu" title="Scarica Ubuntu!"><img src="//www.aldolat.it/download/grafica/animazione_free_software.gif" alt="Scarica Ubuntu!"></a>

Preferisco, comunque, che vi copiate l’immagine gif nel vostro spazio web e la gestiate da lì. :)

Gajim 0.11.2 e un bug di apertura

gajim_logo.png

Non so quanti di voi usino Gajim e quanti di voi si siano accorti di un bug nella versione 0.11.2, quella offerta nei repo di Ubuntu. Io ci sono appena incappato! :D
C’è un problema di configurazione tra il portachiavi di Gnome e Gajim: in pratica, Gajim non parte. Se eliminate la cartella di configurazione .gajim nella vostra home, Gajim parte e funziona, ma la prossima volta che lo farete partire non si avvierà. Il bug esiste ed è stato risolto nella versione 0.11.3. Questa versione la trovate nei repo ufficiali backport che dovete attivare se volete aggiornare Gajim. Nella mia box ho aggiornato solo questo pacchetto e non la marea di update che mi proponeva. Fatto l’aggiornamento ho tolto la spunta da questo repo.

Ora Gajim funziona nuovamente! :D
È già uscita, comunque, la versione 0.11.4 che risolve ulteriori bug… :/ ma nei nostri repo non si vede… Avete notizia dove trovare un deb della 0.11.4?

“La mia rete wireless aperta”

Leggevo sulla newsletter di Cryptogram.it questo articolo di Bruce Schneier, apparso originariamente su Wired. Per chi non lo conoscesse,

Bruce Schneier is an internationally renowned security technologist and author. Described by The Economist as a “security guru,” Schneier is best known as a refreshingly candid and lucid security critic and commentator. When people want to know how security really works, they turn to Schneier.

In questo articolo descrive i motivi che lo portano a tenere aperta e accessibile a tutti la propria connessione ad Internet. Non tutti condivideranno la sua scelta, ma le motivazioni sono, in my humble opinion, assolutamente interessanti. Vi riporto integralmente l’articolo tradotto in italiano dal gruppo di lavoro della newsletter.
Leggi tutto ““La mia rete wireless aperta””

Il Pinguino ora ha la sua casa

tuxFinalmente, dopo un anno e mezzo circa di test ininterrotto, Linux ha preso il totale possesso del PC sul quale felicemente mi ha dato dimostrazione di stabilità, sicurezza e affidabilità. Era giusto che mi segnassi nel blog questa data e condivido con voi il mio orgoglio di felice amico del Pinguino. Benvenuto nella tua casa, Linux!

Per la cronaca, ho fatto tutto dal CD Live di Gutsy. GParted non ha fatto una piega: con lui ho rasato (gh) la partizione sda1 su cui stava Windows, ho spostato la sda2 che contiene la root all’inizio del disco, ho spostato subito dopo la root la mia sda3 che contiene la home e l’ho ridimensionata fino a prendere tutto lo spazio disponibile, fatta eccezione per due giga finali dedicati alla swap. In tutto questo GParted, ripeto, si è mostrato solido come la roccia: la mia preoccupazione era che si potesse piantare e perdere dati, ma nulla! Per sicurezza avevo backuppato la home in un disco esterno.

Ora, siccome ho una licenza di Windows Home Edition (che comprai a suo tempo in versione OEM) e proprio in alcuni casi mi serve proprio, ho preparato con VMware un disco virtuale su cui gira quel sistema. Ho provato questa soluzione per alcune settimane, mettendolo alla prova con quello che mi serve: perfetto anche lui. Ho scelto VMware perché lo conoscevo già e perché si è dimostrato più veloce sulla mia macchina rispetto a VirtualBox; invece non ho mai provato Qemu o Xen, ma chissà…

Era da tempo che desideravo poter scrivere questo post! :)

Evolution bug 140460: workaround semplice

evolution.pngSiete tra gli utilizzatori di Evolution? Sicuramente vi sarete accorti di un noiosissimo problema: se chiudete Evolution con la visualizzazione attiva della casella Inbox, al riavvio di Evolution vi apparirà un messaggio circa l’impossibilità di connettersi al POP3 del vostro mailserver. Al contrario, se lo chiudete senza che la Inbox sia selezionata, Evolution vi scaricherà correttamente le email.

Su Launchpad c’è un ticket aperto per questo noto bug. Benjamin Drung ha proposto oggi un semplice workaround per risolvere “a mano” questo problema.
In sostanza questi i passaggi:

  1. spostate tutti i messaggi e le sottocartelle che stanno nella vostra Inbox in un’altra cartella di Evolution
  2. chiudete Evolution e aprite la cartella ~/.evolution/mail/local/
  3. individuate tutti i file che iniziano con Inbox (nella mia cartella c’erano Inbox.cmeta, Inbox.ev-summary-meta, Inbox.ev-summary, Inbox.ibex.index.data, Inbox.ibex.index) e spostateli nel cestino
  4. riavviate Evolution: il bug è sparito
  5. rimettete a posto ora le email e le sottocartelle che avevate spostato dalla vostra Inbox.

EasyCrypt 0.2.2.4: update importante

ec.pngÈ stata rilasciata dal buon Steven la nuova versione di EasyCrypt con un update a cui prestare molta attenzione.
Truecrypt, il software alla base di EasyCrypt, non permette l’uso di lettere accentate nelle proprie password, in modo da garantire la portabilità dei propri archivi. EasyCrypt, al contrario, permetteva (almeno fino alla versione 0.2.2.2) l’uso di queste lettere nelle proprie password.
Steven si è accorto di questa incongruenza e nella versione 0.2.2.4 (l’attuale) ha adeguato il comportamento di EasyCrypt a quello di Truecrypt.
Il risultato è che chi aveva creato un file Crypt (il file-contenitore) con password contenente lettere accentate (non US-ASCII printable characters), aggiornando alla versione 0.2.2.4 non può montare il proprio drive cifrato. Bisogna fare un downgrade momentaneo alla versione precedente, cambiare la password eliminando le lettere accentate e poi aggiornare alla versione attuale.

Se vi trovate in questa situazione (a me è capitato), procedete così:

  1. se avete già aggiornato alla versione 0.2.2.4 e non potete montare il vostro Crypt, disinstallate momentaneamente questa versione:
    sudo apt-get remove --purge easycrypt
    1. se non avete ancora aggiornato, procedete comunque al cambio della password del vostro crypt (punto 3)
  2. recatevi qui, scaricatevi la versione 0.2.2.2 e installatela con un doppio clic
  3. avviate EasyCrypt dal vostro menu e senza montare il drive fate clic destro sull’icona nella vostra tray e selezionate “Cambia la password del Crypt”
  4. impostate una password senza accenti
  5. finita l’operazione, potete aggiornare alla versione attuale di EasyCrypt.

Personalmente non riesco a capire perché non permettere a chi usa una tastiera non-US (come la nostra) l’uso di questi caratteri.
Il cambio della password contenente lettere accentate, comunque, è importante perché se volete aprire il vostro file Crypt da terminale, Truecrypt non vi permette di farlo. Bella seccatura!