Cryptogram, una newsletter sulla sicurezza

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Cronaca.

Non sono contrario all’uso della forza contro i terroristi. Né sono contrario alla guerra ­ come punizione, come deterrente, e per ripristinare il patto sociale ­ purché si possa identificare il nemico giusto. A volte la pace è una cosa che si guadagna soltanto lottando. Ma credo che l’uso della forza sia ben più complicato di quello che pensa la maggior parte della gente. Ciò che faremo è importante; se sbagliamo, non faremo che peggiorare la situazione.

Scritta prima dell’11 settembre: un ex agente della CIA spiega perché il terrorista Osama bin Laden ha poco da temere dall’intelligence americana.
Un soldato russo spiega perché la guerra in Afghanistan sarà un incubo.
La stessa spiegazione, offerta da un soldato inglese
Lezioni di antiterrorismo dal Regno Unito
Intervista a bin Laden da Esquire del 1998
Il commento di Phil Agre (Segue)
Perché la tecnologia non ci può salvare
Gli hacktivisti si vendicano per gli attacchi terroristici
L’FBI ricorda a tutti che si tratta di azioni illegali (Segue)
Gli hacker rischiano l’ergastolo in base alle leggi antiterrorismo

Sono particolarmente allarmanti le questioni di “consulenza o assistenza”. Un consulente di sicurezza potrebbe trovarsi ergastolano senza libertà vigilata se scopre e segnala pubblicamente una falla di sicurezza che viene poi sfruttata da altri. Dopotutto, senza la sua “consulenza” sulla falla, l’attaccante non avrebbe mai compiuto il proprio attacco informatico.

Le aziende temono il terrorismo informatico: Zdnet Computerworld
E investono in sicurezza: Washtech The Register
Potenziamento dei computer governativi per combattere il terrorismo
Rischi di attacchi ciberterroristici alla nostra infrastruttura elettronica: Business Week Zdnet
Ora ci si lamenta che bin Laden NON usa le telecomunicazioni ad alta tecnologia.
Larry Ellison è disposto a cedere gratuitamente il software per implementare un tesserino nazionale di identificazione.

Alcuni problemi di sicurezza: informazioni inesatte, gli addetti al servizio che fabbricano tessere false (è quello che avviene con le patenti), vulnerabilità del grande database, possibili abusi che violano la privacy, eccetera. E naturalmente nessun terrorista internazionale sarebbe catalogato da questo sistema, perché non sarebbe un cittadino americano. Ma cosa ci si può aspettare da un’azienda le cui origini sono strettamente legate alla CIA?

Pubblicato da Aldo

Aldo Latino usa con entusiasmo KDE neon, è un appassionato di WordPress e si diletta a giocare a scacchi. Ha anche una lista dei desideri. Per altre informazioni visita la sua .

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