Piuttosto che

Dapprima non te ne accorgi, perché è un errore quasi nascosto. Ma non appena lo becchi, ti rendi conto di quanto sia diffuso. Dacché un blogger, di cui non ricordo il nome, mi aprì gli occhi anni fa, è una continua tortura:

Ma basta con l’uso sbagliato di “piuttosto che” al posto di “o”!
Studia invece di guardare la TV!

Se mi dici:

Viaggerò in treno piuttosto che in aereo.

per me significa che hai già deciso di viaggiare in treno (“Viaggerò in treno invece che in aereo”), mentre nella tua testa la frase significa tutt’altro:

Viaggerò in treno o in aereo.

o, in altre parole: “Non ho ancora deciso se viaggiare in treno oppure in aereo.”.

Le regole vanno rispettate, soprattutto nel linguaggio, altrimenti finisce che non ci capiamo più.

P.S. Ovviamente il breve post è rivolto solo a chi ignora l’uso corretto del “piuttosto che”. Evidentemente.

Autore: Aldo Latino

Aldo Latino usa con entusiasmo Linux nella distribuzione Ubuntu, è un appassionato di WordPress e si diletta a fare il blogger. Ha anche una lista dei desideri. Per altre informazioni visita la sua .

5 pensieri riguardo “Piuttosto che”

  1. Incredibile caso di telepatia, ho fatto lo stesso esempio oggi sul forum di ubuntu.

    Il problema è che al nord, sopratutto qui in lombardia è una guerra persa.

    Non dico di “arrendersi” al lassismo linguistico, ma dico che qualche decennio fa microbo era un errore, ora non solo è accettato, ma se uso il corretto microbio mi guardano male…

  2. Ecco, in realtà è un po’ una cazzata. La metto giù dura perché, abituato a centellinare le parole, mi risulta particolarmente inviso un errore nell’errore. Poiché se si vuole insegnare bisogna fare attenzione a non divulgare imprecisioni: invece e piuttosto che non sono interscambiabili. Posto che non vedo nulla di male a usarlo come oppure (è un uso comune, non è necessariamente sbagliato, benché originariamente abbia un significato diverso), se si vuole essere puntigliosi il piuttosto che ha un valore comparativo. Perciò significa, riprendendo il tuo esempio, che preferisci viaggiare in treno anziché in aereo. Ecco, anziché è più corretto di invece. Al contrario, sei nella stessa situazione di chi lo utilizza in vece di oppure. E quindi non fai una bella figura: un Cristiano direbbe di badare alla propria trave, piuttosto che alla pagliuzza altrui. E, sia chiaro, non ce l’ho con te… ma con la presunta erudizione in sé.

    1. Mi rendo conto che non è semplice eradicare un uso di questo tipo. Spero tu abbia dato una lettura all’articolo dell’Accademia.

    2. Non volevo stendere una risposta del genere, ma la tua intelligenza m’impone una risposta più articolata, di modo che anche il lettore possa trarne vantaggio.

      Mi risulta incomprensibile come tu abbia decentrato l’attenzione dall’argomento del post a un presunto “errore nell’errore”, senza quindi commentare nel merito.

      Ma andiamo a questo presunto errore. Premesso che io non insegno niente a nessuno, bada che la locuzione congiuntiva “piuttosto che” è sinonimo della congiunzione “anziché” e della locuzione prepositiva “invece che”. Hanno tutte un valore comparativo e dunque sono interscambiabili nell’uso, come in questo caso:

      Vado al mare piuttosto che in montagna.
      Vado al mare anziché in montagna.
      Vado al mare invece che in montagna.

      Infatti, “piuttosto” è composto da “più tosto” (“più veloce”) con senso comparativo, così come “invece” è composto da “in vece”, “al posto di”; e “anziché” è composto da “anzi che”, “prima che”. Seppur presentino leggerissime sfumature di senso dovute alla loro origine, possono essere usate per esprimere lo stesso pensiero.

      Per quanto riguarda l’uso errato del “piuttosto che” come disgiuntiva, non è accettabile che si possa giustificarlo sol perché è d’uso comune, come affermi tu. “Piuttosto che” è assimilabile al latino “potius quam”, “meglio che”, “preferibile rispetto a”. Sbagliano quindi coloro che usano “piuttosto che” come congiunzione disgiuntiva, che pone sullo stesso piano due opposti elementi.

      Non parliamo delle possibilità nefaste che questo uso scorretto può avere nella vita quotidiana: ognuno può farsi tutti gli esempi che preferisce. Qui non si tratta di erudizione o di “una cazzata”, come dici tu, quanto di capirci l’uno l’altro.

      Mi spiace, ma l’errore l’hai fatto solo tu.

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