La censura del ghiaccio

C’è del “vecchio” in tutto questo, che se l’industria del ghiaccio è messa di fronte ad un nuovo modo di produrre e consumare, allora è l’industria che deve adattarsi. O morire. Non i diritti dei consumatori. Non la nuova tecnologia dei frigoriferi domestici.

Guido Iodice, L’industria del ghiaccio che sciolse Internet.

Autore: Aldo Latino

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2 pensieri riguardo “La censura del ghiaccio”

  1. Premesso che si leggono tantissime parole vuote in giro, senza uno stralcio di spiegazioni sensata e coesa di cosa diamine stia succedendo (ad eccezione del sito de La Stampa, che per fortuna ha scritto chiaro e tondo la diatriba); la parvenza è che qualcuno tenti un modo di porsi che voglia promuovere in tutti i modi la pirateria. Capisco bene che in realtà molti vogliono solo far notare che sviare il potere giudiziario è insensato, però la parvenza di certi vocioni, purtroppo, è quella.
    Questo se ci pensi è brutto e sbagliato, perché se c’è da fermare un presunto danno e fare una piccola “rivoluzione” è bene che chi la sostiene non abbia la parvenza del furbetto ladruncolo, sennò i sostenitori rischiano di scarseggiare (quando magari, ponendosi in vesti più serie, accorrerebbero a fiumi). La cosa peggiore è che sul sito di Agorà Digitale ci si rivolga soltanto a una parte degli italiani (cioè coloro i quali hanno votato 4 sì ai referendum), come se la faccenda non interessasse anche gli altri.
    Comunque, se già non si capisse l’irrazionalità della storiella del ghiaccio, quest’ultimo si “produce”, non si “duplica”. Nella storiella stessa viene detto che i tizi si fanno il ghiaccio con la propria acqua, e non rubando quella degli altri. ;)
    Non sto dicendo che la direzione che sta tentando di tracciare AgCom non mi scandalizzi, solo che usare l’esempio “l’internet non è bello se non è piraterello” è completamente sbagliato. E in fin dei conti, chi non pirata vivrà come prima. :)

    1. Andrea, non so a chi tu faccia riferimento quando dici che “qualcuno tenti un modo di porsi che voglia promuovere in tutti i modi la pirateria”, e poco mi interessa. Qui nessuno (cioè io, ma certamente anche tu e l’autore del post che cito) promuove la pirateria e penso di averlo detto chiaramente qui e lì sul web (quelle rare volte dove è stato necessario ribadirlo).

      Mi trovi quindi d’accordo quando dici che Internet != pirateria.

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