Noi, cecchini di pixel

Sto ancora leggendo la gustosa recensione di Unity preparata da @pollycoke ma mi sono fermato, ridendo, per cinque minuti su questa frase:

Una di queste novità è da me benvenuta con fanfare festanti: il grip per ridimensionare le finestre! Sono letteralmente anni che ci alleniamo a fare i cecchini per riuscire a prendere quel fottuto pixel che permette di dare inizio al ridimensionamento, specie quando si usano temi senza bordi, e finalmente adesso abbiamo una comoda area sufficientemente ampia da essere individuata al primo colpo. Un grande passo per l’umanità. 1

Meritava di essere riproposta!

Attendevo questa recensione perché la mia esperienza con Unity, per come lo vediamo oggi, non è stata purtroppo soddisfacente. Per questo motivo, ma soprattutto perché

prima o poi dovrete comunque abituarvi all’idea che GNOME come lo conoscevate è già morto, e non per mano di Canonical: GNOME 3 con la sua Shell rappresenta infatti una rottura col passato ancora più netta di Unity 2,

ho deciso di dare uno sguardo più approfondito, e serio, a KDE. Ed è stato un bene, anche se qualcosa mi manca. Tempo permettendo, ho intenzione di mettere nero su bianco perché uno che ha usato sempre e solo Gnome trova così comodo lavorare con quest’altro ambiente desktop.

Autore: Aldo Latino

Aldo Latino usa con entusiasmo Linux nella distribuzione Ubuntu, è un appassionato di WordPress e si diletta a fare il blogger. Ha anche una lista dei desideri. Per altre informazioni visita la sua .

2 pensieri riguardo “Noi, cecchini di pixel”

  1. La mia esperienza con il mondo Ubuntu è iniziata su Gnome di Ubuntu, ma francamente non mi soddisfaceva molto (troppo utilizzo del terminale). Stimolato da un articolo di giornale, installai KDE su Ubuntu, e mi trovai istantaneamente bene(nonostante fossero i primi passi di KDE4). Ora lo utilizzo da un paio di anni, e devo dire che secondo me il vero goal di Ubuntu lo segna Kubuntu: la semplicità di questa distro, unita alla facilità d’uso di KDE (e alla grafica, molto più accattivante – diciamolo…) costituiscono il giusto mix per i miei gusti. Quelle poche volte che ho rivisto il desktop Gnome di Ubuntu mi è sembrato molto spartano, non all’altezza dei sistemi operativi concorrenti, opinione che ho sentito in molti che si accostano per la prima volta ad una distribuzione Linux (provenienti da Windows), quindi non è una opinione soggettiva.

    1. Sia GNOME che KDE sono due ottimi ambienti desktop, dove forse il primo è più orientato alla semplicità, mentre il secondo alla personalizzazione più estrema. Questione anche di gusti. Quello che non mi piace per niente è la morte annunciata (spero di no) del ramo 2.x del primo.

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