Sigil, il repo

sigilAlcuni giorni fa scrivevo che Sigil, un software per la creazione di file epub in modalità WYSIWYG, doveva entrare nei repository di Ubuntu. Purtroppo non è ancora possibile averlo in quelli ufficiali, ma all’appello ha risposto con prontezza il nostro Andrea “warp10” Colangelo, che ha creato un deposito ad hoc. Lo trovate qui:

https://launchpad.net/~warp10/+archive/sigil

È disponibile per Maverick, Natty e Oneiric.

Un immenso grazie ad Andrea e agli sviluppatori di questo strumento!

SpiderOak, backup online di alta qualità

SpiderOak, un servizio di backup online, sincronizzazione e condivisione: semplice da usare e soprattutto veramente sicuro.

SpiderOak, per chi non lo conoscesse, è un servizio per il backup istantaneo dei propri file su un server esterno, lontano dal proprio PC. Funziona, per così dire, un po’ come Dropbox, ma ha caratteristiche decisamente importanti che lo differenziano di molto rispetto al proprio concorrente più conosciuto.
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Modificare un file PDF

Come modificare velocemente i file PDF utilizzando alcuni strumenti da terminale.

Adobe_PDF_IconHo a che fare in continuazione con file Acrobat PDF e loro modifica. Mi trovo benissimo nel compiere queste operazioni via terminale, anche perché mi sbrigo prima. Mi annoto anche qui queste operazioni e le condivido con voi.

Ovviamente esistono alternative che fanno uso di strumenti grafici, come PDF Mod, PDF Chain, PDF Shuffler, PDF Split and Merge (pdfsam).

I pacchetti usati in questo post sono: ghostscript, pdftk, poppler-utils, che vanno installati se non li avete già.
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File condivisi e Dropbox: segnalare i file aperti

Una feature che manca a Dropbox è la segnalazione di un file già aperto da chi abbia accesso a una cartella condivisa. Per ora nel mio gruppo di lavoro eseguiamo questa operazione a mano, ma sarebbe un’ottima funzione da implementare.

Per evitare questo, potete lasciare un voto se pensate che sia utile.

Tesseract, un valido OCR per Ubuntu

Oggi dovevo correggere un testo dattiloscritto e anziché riscriverlo a mano ovviamente ho pensato di utilizzare un sistema di Optical Character Recognition, che onestamente su Linux non ho mai usato. Una rapida occhiata al Wiki e ho trovato il consiglio: usare Tesseract. Si è comportato molto bene: se potessi votarlo darei un bel 9+. Essendo un fax, il testo non era per niente di alta qualità, ma seguendo i consigli della pagina citata circa le modifiche da apportare al file, Tesseract ha convertito un’immagine in testo editabile e con errori prossimi allo zero. Consigliato.

Per nota personale mi appunto quel che ho fatto:

sudo apt-get install tesseract-ocr tesseract-ocr-eng tesseract-ocr-ita

Quindi ho modificato l’immagine, ne ho cambiato la modalità a Indicizzata a 1 bit e l’ho salvata in TIF. Poi il fatidico comando:

tesseract input.tif output -l ita

Usare Bazaar con un repository centrale su disco esterno

Come impostare un repository di progetti in controllo versione con Bazaar su hard-disk esterno.

bazaarHo sempre usato Bazaar tenendo il database delle revisioni nella stessa directory di lavoro del progetto, e la cosa non è sbagliata perché questo sistema di controllo di versione è stato pensato proprio così. Mi sono sempre trovato bene, ma ciò che mi sarebbe piaciuto era avere un unico archivio centrale dove tenere i database di tutti i progetti (idea che è nata dopo aver provato SVN); precisamente mi sarebbe piaciuto su un disco esterno, in modo da rendere più difficile la perdita dei dati in caso di crash o altro.

subversionIn questi ultimi tempi ho anche provato Subversion, che mi è piaciuto per il suo rigore nello struttura delle working directory (branches, tags, trunk) e per la filosofia di repository centrale, che mi è piaciuta davvero. Di contro non mi è proprio piaciuta la consuetudine di infilare una directory nascosta .svn in ogni dove nel progetto. Non ho però una seria esperienza di Subversion per poterlo giudicare, ma mi è apparso comunque un pelino schizzinoso rispetto a Bazaar 1, che invece apprezzo per la sua facilità e… direi “umanità”, proprio nello stile di Ubuntu, visto che anche lui è sponsorizzato da Canonical.

Con un po’ di pazienza e avendo in mente di creare un repository di progetti su un disco esterno, mi sono spulciato la documentazione ufficiale di Bazaar, in cui ho trovato le informazioni che mi servivano.

Ecco le mie note personali su quello che ho fatto. Non prendetele come una guida all’uso, ma come una condivisione di esperienza che sicuramente ha lati non chiari per me. Anzi, se avete da correggere quanto scrivo, discutiamone pure nei commenti.
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Note

  1. Ad esempio, avevo cancellato un bel numero di file e la loro directory da quella di lavoro. Al momento del commit Subversion mi dice che non potevo eseguire il commit perché questi file non c’erano (o erano obsoleti, onestamente non ricordo). Esisterà un comando per farglieli cancellare dal database pur non essendo presenti fisicamente, ma non ci sono riuscito (diciamo pure che non mi sono impegnato). Bazaar, invece, capisce che quei file sono già stati eliminati dall’utente e permette il commit, eliminandoli automaticamente.

Rilasciato Skype 2.1.0.47 per Linux

Proprio oggi hanno rilasciato la versione 2.1 di Skype per Linux, ma a quanto pare ci sono ancora problemi specie nella sezione video. Qualcuno risolve avviandolo con

LD_PRELOAD=/usr/lib/libv4l/v4l1compat.so skype

ma è sempre una soluzione di ripiego. Nella mia portatile il video funziona e l’audio mi è apparso migliore. Nel fisso, invece, l’audio va molto bene mentre la webcam non funziona più (si vede verde) e si risolve solo con quel workaround.

Aggiornamento.
Chi mi ascolta mi riferisce che c’è un sacco di fruscio sovrapposto al mio audio, che io ovviamente non sento. Ho aggiornato allora Pulseaudio alla versione 9.15 come consigliato nella pagina di download. Ho usato questo PPA. Il fruscio è completamente sparito.

Firefox 3.5 e la chiusura dell’ultima scheda

Bellissimo davvero Firefox 3.5: non ne tesserò le lodi perché il web ne è già pieno e tessute da chi è più competente di me. Mi annoto e condivido solo un paio di suggerimenti su due feature che non mi piacciono.

Per opzione predefinita, questa release di Firefox chiude il browser quando si chiude l’ultima scheda aperta, la quale – tra l’altro – non presenta più il pulsante di chiusura su di essa. o_O Sinceramente io certe scelte le lascerei agli utenti senza farli smanettare con le configurazioni nascoste di Firefox.

Far riapparire l’icona di chiusura sull’ultima scheda

Per farla riapparire, incollate queste righe alla fine del file /home/mio-utente/.mozilla/firefox/nome-strano/chrome/userChrome.css¹

/* Aggiunge il pulsante di chiusura anche all'ultimo tab aperto (da Firefox 3.5) */ 
.tabbrowser-tabs[closebuttons="alltabs"] > .tabbrowser-tab > .tab-close-button {
	display: -moz-box !important;
}
.tabbrowser-tabs:not([closebuttons="noclose"]):not([closebuttons="closeatend"]) > .tabbrowser-tab[selected="true"] > .tab-close-button {
	display: -moz-box !important;
}

Riavviate Firefox.

Evitare che Firefox chiuda il browser se si chiude l’ultima scheda

Aprite una scheda nuova, digitate nel campo dell’indirizzo about:config e premete Invio. Fate clic su “Farò attenzione, lo prometto” alla scritta di pericolo di invalidamento della garanzia (-.-‘) e cercate la frase browser.tabs.closeWindowWithLastTab. Fate doppio clic sulla frase trovata, impostandone così il valore su false.

Riavviate Firefox.

Non sarebbe meglio dare la possibilità di scegliere con un paio di opzioni in più nelle preferenze? :|

Fonte: [FireFox] Close tab button in 3.5 RC2.

[1] Se non trovate il file, usate il file /home/mio-utente/.mozilla/firefox/nome-strano/chrome/userChrome-example.css, che salverete però col nome userChrome.css.