Fedora

Il titolo di questo post, “Fedora”, voleva essere un po’ più forte, ma forse non è il caso di stendere classifiche, anche perché non ne ho da stilare. Fatto sta che con Fedora questo notebook dell’era paleozoica (ha meno di 4 anni, ma per il duro mercato informatico è già molto vecchio) vola. GNOME 3 e Unity su Ubuntu sono un macigno (provato fino all’altro ieri) che questo PC si rifiuta di usare: te lo fa capire quando sposti una finestra in giro per lo schermo o se apri un menu a tendina. Banali operazioni su altri sistemi operativi, che qui diventano un dramma.

Da un anno, invece, uso KDE su Fedora e la ventola gira solo quando strettamente necessario (leggasi raramente, anche con Akonadi e altre amenità simili attive). Da alcuni giorni, poi, sto provando GNOME 3 e anche questo DE fa la sua bella figura in quanto a velocità di esecuzione e temperatura dello chassis.

E non è più un dramma aprire un banale menu a tendina. Semmai il dramma pare essere se restare in KDE o tornare a GNOME.

Google Authenticator per WordPress

Non starò qui a ripetere quanto ho già scritto sull’autenticazione multifattoriale come metodo abbastanza sicuro per accedere a un sistema informatico: ne ho già parlato sia in Password OTP (usa e getta) per WordPress che in Autenticazione multifattoriale con Perfect Paper Passwords.

Segnalo, invece, un plugin per WordPress ancora più comodo da usare: Google Authenticator. È stato creato dal buon Henrik Schack (autore di Perfect Paper Passwords) e vi consiglio di provarlo.

Google Authenticator (intendo il progetto di bigG) è un’applicazione per dispositivi mobili che genera costantemente codici numerici da usare come secondo mezzo di verifica durante l’autenticazione su un sistema. L’applicazione di Google è disponibile per dispositivi BlackBerry, Android e iOS. Se lo usate per accedere al vostro account su Google, sapete bene di cosa si tratta. Ecco, il plugin di Henrik porta questo meccanismo all’interno di WordPress:

Il plugin, dopo l’attivazione, richiede che ciascun utente attivi la funzionalità dal proprio profilo. Una volta attivata, vi sarà dato il codice da inserire nello smartphone.

Se accedete alla vostra installazione usando l’applicazione di WordPress per tablet, sarà necessario attivare l’opzione del plugin Enable App password: usate quindi questa password nell’applicazione del tablet.

Paperless e QRcode

Un interessante approccio alla diminuzione della carta attorno a noi, facendo uso di Evernote e del codice QR:

Using QR codes is a wonderful and inexpensive way to tag real word objects and give them a physical context to your digital data–like the instruction manuals and warranty documents.

J.T. Rubin, Going paperless: digitize instruction manuals and use qr codes to find them in context, 24 aprile 2012.

È anche interessante dare un’occhiata alla sua categoria Going paperless.

Crearsi un plugin per le funzioni personalizzate

Ricorderete che nel mio post precedente consigliavo di aggiungere una funzione personalizzata in un plugin apposito, destinato a raccogliere tutte le funzioni che volete aggiungere al vostro blog. Dovrete creare da voi stessi questo plugin e non è per nulla difficile. In questo modo, quando vorrete aggiungere una nuova funzione globale del blog (per “globale” intendo che non sia legata specificamente al tema che state usando), vi basterà aggiungerla in coda alle altre e sarà subito disponibile. In aggiunta, se cambiate tema, le funzioni saranno sempre disponibili e, se dovete disattivarle, vi basterà disattivare il plugin.

Vediamo come si fa.

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Guida illustrata per installare Ubuntu

Ricevo e pubblico molto volentieri questa segnalazione del Prof. Antonio Cantaro, autore di una nuova guida illustrata per l’installazione passo passo di Ubuntu:

Installare Ubuntu è cosa semplice e veloce. I pochi passi necessari sono mostrati dalla guida in modo chiaro e con tutte le schermate illustrative che vi si presenteranno al computer durante l’installazione. Si è pure indicato il modo con cui procurarsi Ubuntu, come ottenete un CD o pen-drive avviabili e come lanciare il sistema operativo in modalità live. La guida, libera e gratuita, è stata scritta con semplicità d’esposizione e molta chiarezza, per essere alla portata di tutti, anche di chi è alle prime armi.

Davvero alla portata di tutti.

Visualizzare il numero di post trovati in un archivio o una ricerca

Restando ancora in tema di variabili di WordPress relative alle pagine, vorrei spendere una parola su una funzionalità che mi piace quando navigo in un archivio, quella cioè di sapere quanti post sono stati trovati se consulto l’archivio di un tag o di una categoria o se effettuo una ricerca. Questa funzionalità è implementata da tempo, ovviamente, in questo blog: ad esempio la trovate se cercate “Linux” o se visitate questa pagina d’archivio. Mi sembra, tra l’altro, un piccolo servizio in più per chi visita il nostro blog.

Implementare questa funzionalità è semplice e basta incollare poche righe nel proprio plugin contenente tutte le funzioni personalizzate o, al limite, nel file functions.php del proprio tema. Evitate, però, di usare questo file, perché esso serve per quelle caratteristiche proprie del tema: se lo cambiate, perdete le funzioni che vorreste avere anche nel nuovo.

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Query personalizzate e paginazione dei post

Avete creato un query personalizzata per tirare fuori dal database tutti i vostri post archiviati sotto un certa categoria. I post sono circa 200 e per evitare di caricare una pagina con così tanti articoli decidete saggiamente che sarebbe bene mostrarne un certo quantitativo per pagina o, magari, tanti quanti avete scelto di mostrarne nelle preferenze di WordPress. Subito dopo il loop, quindi, inserite la riga:

next_posts_link( 'Pagina precedente' );

e poi questa:

previous_posts_link( 'Pagina successiva' );

Però vi accorgete che i link non appaiono.

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