Dropbox e l’autenticazione multifattoriale

La schermata di attivazione del servizio "Two-step verification"

Come già presente per Google e LastPass, anche Dropbox ha attivato l’autenticazione multifattoriale, anche se per ora in via sperimentale ma accessibile a chiunque voglia implementarla. Si tratta in sostanza di inserire — oltre la password — anche un’ulteriore piccola serie numerica di sei cifre, generata da un’applicazione installata sullo smartphone o inviata da Dropbox stessa al proprio telefonino tramite SMS. Io, ovviamente, ho attivato il servizio e vi dico che funziona, comprese le applicazioni del mio PlayBook che usano Dropbox.

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Condividere su WordPress le proprie letture via Delicious

Sicuramente ricorderete come tempo fa Google ha eliminato una funzione molto utile dal suo Reader che ci consentiva di condividere gli articoli più interessanti con i nostri follower che usavano lo stesso lettore di feed. Una mazzata per questo servizio. A me personalmente tornava utile non solo perché ci si scambiava letture interessanti, ma anche perché le condividevo in un widget del mio blog tramite un plugin apposito: Recommended Reading: Google Reader Shared, che ormai è morto.

Venendo a mancare questa funzione, ognuno ha cercato una sua soluzione. Anche io mi sono dato da fare e ho pensato di utilizzare Delicious (ancora lui! 😀 ) per questo compito, ispirato soprattutto da quanto Andrea scriveva nel suo blog. A tal fine, mesi fa mi sono creato un plugin che preleva da Delicious i segnalibri archiviati con un particolare tag e me li mostra in un widget: più o meno la stessa cosa che facevo prima, col vantaggio di avere un comodo archivio delle letture su Delicious.

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Segnalibri al 29 luglio 2012

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Fedora

Il titolo di questo post, “Fedora”, voleva essere un po’ più forte, ma forse non è il caso di stendere classifiche, anche perché non ne ho da stilare. Fatto sta che con Fedora questo notebook dell’era paleozoica (ha meno di 4 anni, ma per il duro mercato informatico è già molto vecchio) vola. GNOME 3 e Unity su Ubuntu sono un macigno (provato fino all’altro ieri) che questo PC si rifiuta di usare: te lo fa capire quando sposti una finestra in giro per lo schermo o se apri un menu a tendina. Banali operazioni su altri sistemi operativi, che qui diventano un dramma.

Da un anno, invece, uso KDE su Fedora e la ventola gira solo quando strettamente necessario (leggasi raramente, anche con Akonadi e altre amenità simili attive). Da alcuni giorni, poi, sto provando GNOME 3 e anche questo DE fa la sua bella figura in quanto a velocità di esecuzione e temperatura dello chassis.

E non è più un dramma aprire un banale menu a tendina. Semmai il dramma pare essere se restare in KDE o tornare a GNOME.

Google Authenticator per WordPress

Non starò qui a ripetere quanto ho già scritto sull’autenticazione multifattoriale come metodo abbastanza sicuro per accedere a un sistema informatico: ne ho già parlato sia in Password OTP (usa e getta) per WordPress che in Autenticazione multifattoriale con Perfect Paper Passwords.

Segnalo, invece, un plugin per WordPress ancora più comodo da usare: Google Authenticator. È stato creato dal buon Henrik Schack (autore di Perfect Paper Passwords) e vi consiglio di provarlo.

Google Authenticator (intendo il progetto di bigG) è un’applicazione per dispositivi mobili che genera costantemente codici numerici da usare come secondo mezzo di verifica durante l’autenticazione su un sistema. L’applicazione di Google è disponibile per dispositivi BlackBerry, Android e iOS. Se lo usate per accedere al vostro account su Google, sapete bene di cosa si tratta. Ecco, il plugin di Henrik porta questo meccanismo all’interno di WordPress:

Il plugin, dopo l’attivazione, richiede che ciascun utente attivi la funzionalità dal proprio profilo. Una volta attivata, vi sarà dato il codice da inserire nello smartphone.

Se accedete alla vostra installazione usando l’applicazione di WordPress per tablet, sarà necessario attivare l’opzione del plugin Enable App password: usate quindi questa password nell’applicazione del tablet.

Paperless e QRcode

Un interessante approccio alla diminuzione della carta attorno a noi, facendo uso di Evernote e del codice QR:

Using QR codes is a wonderful and inexpensive way to tag real word objects and give them a physical context to your digital data–like the instruction manuals and warranty documents.

J.T. Rubin, Going paperless: digitize instruction manuals and use qr codes to find them in context, 24 aprile 2012.

È anche interessante dare un’occhiata alla sua categoria Going paperless.