Apple & GUI

Jony Ive non è stato certo il primo a notare che il design di iOS è fermo da anni e che non è più adatto ai dispositivi su cui è installato. Molti altri esperti di grafica hanno criticato apertamente Forstall per la sua scelta di mantenere un approccio classico in cui icone ed elementi grafici richiamano le cose reali, al di qua dello schermo (lo “skeumorfismo”). Questo sistema fu adottato nei primi anni delle interfacce grafiche e aveva un senso, perché permetteva a chi usava i computer di capire a che cosa servissero i programmi facendo riferimento alla propria esperienza con le cose del mondo reale. È opinione di molti designer che ora si debba andare oltre, anche perché molte delle soluzioni grafiche oggi usate fanno riferimento a oggetti che non usiamo più nella vita di tutti i giorni, come appunto le agendine, i calendari di carta e via discorrendo.

L’idea è che gli utenti si siano abituati e che quelli più giovani non abbiano nemmeno bisogno di riferimenti alle cose reali, visto che sono nati già in un periodo in cui esistevano le interfacce grafiche. Microsoft con Windows 8 ha seguito questa strada, creando un sistema operativo completamente rivisto dal punto di vista della grafica. Certo, le icone con simboli particolari come una busta per il programma delle email restano, ma sono estremamente essenziali e non rimandano più esplicitamente alla realtà fisica delle cose.

Emanuele Menietti, Come sta cambiando Apple, “Il Post”, 31 ottobre 2012.

Da Mac a Linux: un viaggio senza ritorno

Mentre oggi impaginavo la rubrica “Il mio desktop” di Full Circle Magazine n. 25, ho letto con piacere questo intervento di Alex, ex-utente Mac e oggi amante di Linux. Ecco come esprime la soddisfazione della sua scelta:

I was a Mac user for years before deciding some months ago that I wanted to try something new like Ubuntu. So I got a cheap second-hand laptop (dual core 1.60, X3100 graphics card, 2 GB RAM) and tried various Linux distributions before deciding my favorite desktop was Gnome, and my favorite distro was Ubuntu – thanks to its great forums. So I’m perhaps one of the few people switching from Mac to Linux, but I surely hope it’ll start happening more and more. Gnome is a great desktop: Very stable, fast and flexible, and the more you use a free system the more you realize why you cannot go back. Now I do everything with my humble laptop: Watch movies; use Inkscape along with a graphic tablet; and I love GIMP, OpenOffice, and so on. I’ll never look back!

così tradotto dal Gruppo FCM:

Sono stato un utente Mac per anni prima di decidere, alcuni mesi fa, di voler provare qualcosa di nuovo come Ubuntu. Così ho comprato un portatile di seconda mano (dual core 1.6, scheda video X1300, 2 Gb di RAM) e ho provato diverse distribuzioni Linux prima di decidere che il mio desktop preferito fosse Gnome e la mia distribuzione favorita fosse Ubuntu (grazie anche ai suoi magnifici forum). Sono forse una delle poche persone a passare da Mac a Linux, ma voglio sperare che questo accada sempre più. Gnome è un gran desktop: molto stabile, veloce e flessibile e più utilizzerete un sistema libero più comprenderete che non potete tornare indietro. Oggi faccio di tutto con il mio modesto portatile: guardo i film, uso Inkscape con la tavoletta grafica e amo GIMP, OpenOffice e via dicendo. Non tornerò mai indietro!

È interessante il fatto che a scrivere queste parole sia un utente che usava il sistema della Mela.

I’m Myself, thanks

myself.png

Sì, io sono me stesso.
E se sono quello che sono, lo devo alla mia gente,
con la quale vivo, respiro, rido e piango.
Grazie a loro io sono quello che sono.

La stesso discorso si applica al pc.

Se so quello che so, lo devo in massima parte alla mia Comunità di Ubunteri,
che mi hanno accolto, mi hanno seguito passo passo,
e mi hanno aiutato a rialzarmi quando sbagliavo,
a non scoraggiarmi se non c’era un’azienda dietro di me
che faceva tutto per me, ma proprio tutto,
anche decisioni che avrei dovuto prendere io.

Oggi questa Comunità mi ha restituito il mio computer.
Sì, il mio computer, prima, apparteneva ad Altri.

Oggi, con Ubuntu, il mio pc è davvero mio.

***

Grazie, Felipe, per la bella iniziativa.

Foto:Creative Commons License

I nuovi iPod non funzionerebbero su Linux

no_ipod.png

Leggo proprio ora su OSSblog questa notizia che riporto integralmente:

I nuovi iPod escludono Linux
from ossblog by Matteo Campofiorito

La notizia è ancora da confermare da parte dei possessori dei nuovi modelli di iPod ma, stando a quanto riportato da un blog e prontamente ripreso da /., sembrerebbe che la nuova generazione di player musicali made in Cupertino (Nano, Classic e iPod Touch) siano “allergici” ad altre applicazioni che non siano iTunes.A quanto pare Apple avrebbe implementato delle tecniche di hashing (probabilmente SHA1) per garantire che il database delle canzoni (iTunesDB) presente sugli iPod di nuova generazione non venga alterato da applicazioni di terze parti. Insomma il succo è: o usi iTunes o niente! Un bell’esempio del motto “think different” non trovate ;)Naturalmente una mossa del genere colpisce in primis gli utenti del pinguino, sistema per cui non viene rilasciata alcuna versione di iTunes, ma anche i moltissimi utenti Windows che detestano il software Apple e preferiscono applicazioni più leggere.Dunque, finchè non si riuscirà a fare un pò di reverse engineering sui nuovi giocattoli Apple (Dvd John se ci sei batti un colpo), gli utenti Linux non potranno usare applicazioni come gtkpod e Rhythmbox per gestire la propria library musicale…

Bello, non c’è che dire. Ecco cosa scrive Slashdot citando Will Fisher:

Will Fisher writes “New iPods will no longer be able to work with Linux. iTunes now writes some kind of hash (SHA1, md5?) to the iPod database which new iPods check against. If this check fails then the iPod reports that it contains 0 songs. This appears to be protection against 3rd party applications writing out their own databases. We haven’t found out how to generate our own valid hashes (but we do know the hash includes the database itself, and possibly the iPod serial number), and are looking for help.”

Come dire: non siete padroni di quello che comprate (a carissimo prezzo)!

Note
Un altro articolo di MelaBlog sulle ultime scelte di Apple lo trovate qui.