Modificare un file PDF

Come modificare velocemente i file PDF utilizzando alcuni strumenti da terminale.

Adobe_PDF_IconHo a che fare in continuazione con file Acrobat PDF e loro modifica. Mi trovo benissimo nel compiere queste operazioni via terminale, anche perché mi sbrigo prima. Mi annoto anche qui queste operazioni e le condivido con voi.

Ovviamente esistono alternative che fanno uso di strumenti grafici, come PDF Mod, PDF Chain, PDF Shuffler, PDF Split and Merge (pdfsam).

I pacchetti usati in questo post sono: ghostscript, pdftk, poppler-utils, che vanno installati se non li avete già.
Leggi tutto “Modificare un file PDF”

Usare Bazaar con un repository centrale su disco esterno

Come impostare un repository di progetti in controllo versione con Bazaar su hard-disk esterno.

bazaarHo sempre usato Bazaar tenendo il database delle revisioni nella stessa directory di lavoro del progetto, e la cosa non è sbagliata perché questo sistema di controllo di versione è stato pensato proprio così. Mi sono sempre trovato bene, ma ciò che mi sarebbe piaciuto era avere un unico archivio centrale dove tenere i database di tutti i progetti (idea che è nata dopo aver provato SVN); precisamente mi sarebbe piaciuto su un disco esterno, in modo da rendere più difficile la perdita dei dati in caso di crash o altro.

subversionIn questi ultimi tempi ho anche provato Subversion, che mi è piaciuto per il suo rigore nello struttura delle working directory (branches, tags, trunk) e per la filosofia di repository centrale, che mi è piaciuta davvero. Di contro non mi è proprio piaciuta la consuetudine di infilare una directory nascosta .svn in ogni dove nel progetto. Non ho però una seria esperienza di Subversion per poterlo giudicare, ma mi è apparso comunque un pelino schizzinoso rispetto a Bazaar 1, che invece apprezzo per la sua facilità e… direi “umanità”, proprio nello stile di Ubuntu, visto che anche lui è sponsorizzato da Canonical.

Con un po’ di pazienza e avendo in mente di creare un repository di progetti su un disco esterno, mi sono spulciato la documentazione ufficiale di Bazaar, in cui ho trovato le informazioni che mi servivano.

Ecco le mie note personali su quello che ho fatto. Non prendetele come una guida all’uso, ma come una condivisione di esperienza che sicuramente ha lati non chiari per me. Anzi, se avete da correggere quanto scrivo, discutiamone pure nei commenti.
Leggi tutto “Usare Bazaar con un repository centrale su disco esterno”

Note

  1. Ad esempio, avevo cancellato un bel numero di file e la loro directory da quella di lavoro. Al momento del commit Subversion mi dice che non potevo eseguire il commit perché questi file non c’erano (o erano obsoleti, onestamente non ricordo). Esisterà un comando per farglieli cancellare dal database pur non essendo presenti fisicamente, ma non ci sono riuscito (diciamo pure che non mi sono impegnato). Bazaar, invece, capisce che quei file sono già stati eliminati dall’utente e permette il commit, eliminandoli automaticamente.

Cambiare i permessi a file e directory ricorsivamente

Abbiamo mille file e cento cartelle cui dobbiamo cambiare i permessi? Ecco come farlo senza difficoltà col terminale.

Con l’operazione effettuata ieri, ho guadagnato un sacco di spazio dove poter mettere una serie complessa (ma rigorosamente ordinata) di directory e file. Questa serie l’ho prelevata da un vecchio backup su un disco fisso esterno e tutti i permessi erano in 777. Di ripristinare da GUI i permessi corretti non se ne parlava proprio (sono diventato molto pigro, ultimamente…) per cui mi sono cercato il modo per farlo da terminale.

I permessi dovevano essere 755 per le directory e 644 per i file. Il comando

chmod 755 -R *

non fa distinzione tra file e directory e cambia indistintamente i permessi a ogni cosa; neanche la sintassi

chmod 644 -R *.txt

ci aiuta perché si ferma solo alla directory dove viene eseguito. Probabilmente con una pipe si potrebbe fare, ma non ho approfondito 1.

Il comando che mi ha aiutato in una frazione di secondo è find (da GUI avrei impiegato qualche ora). Nelle pagine di manuale addirittura è riportato espressamente il comando che serve in questo caso:

find . -type f -exec file '{}' ';'

che nel mio caso diventa

find . -type f -exec chmod 644 '{}' ';'

Vediamo di capire cosa stiamo dicendo al sistema:

trovami (find) in questa directory (.) 2 tutti gli oggetti di tipo file (-type f) quindi esegui il comando (-exec) chmod 644 a ciò che hai trovato ('{}' ';') 3.

Per le directory il comando cambia in questo modo:

find . -type d -exec chmod 755 '{}' ';'

Io rimango sempre meravigliato della potenza del terminale, non so voi…

Note

  1. Magari Shaytan di Linux e dintorni ci saprebbe dire di più
  2. E find va anche nelle sottodirectory.
  3. Da notare le virgolette singole che forzano il sistema a non interpretare quei simboli come punteggiatura. Il punto e virgola finale chiude gli argomenti per il comando eseguito (MARKDOWN_HASH417e248f80c35ca0d471575a5fb951f5MARKDOWN_HASH). Si potrebbe usare al posto delle virgolette anche il backslash, per cui il comando verrebbe:
    find . -type f -exec chmod 644 \{\} \;
    Come mi aspettavo, alcuni lettori del blog hanno inviato nei commenti altri metodi per fare la stessa cosa. Li riporto qui e li ringrazio per il prezioso contributo:

    • fazen suggerisce:
      find . -type f -print0 | xargs -0 chmod 644
      find . -type d -print0 | xargs -0 chmod 755
    • CDF suggerisce:
      chmod -R a=rw,go=r,+X .

Archiviazione e compressione in Linux

Tutto, o quasi, sull’archiviazione e la compressione in Linux.

Ormai con Ubuntu comprimere una cartella o più file in un archivio è una cosa semplicissima: clic destro e via. Ma sicuramente chi usa GNU/Linux non si ferma all’immediatezza dell’operazione, ma vuole andare a fondo e capire cosa succede quando si fa clic sulla voce di menu Crea archivio…

Anzitutto bisogna distinguere tra archiviazione e compressione. L’archiviazione consente di raccogliere senza comprimerli tanti file in uno unico, in modo da consentire una trasportabilità più comoda e veloce (una cosa è trasportare diecimila file che pesano 5 mega e una cosa è trasportare un file che pesa 5 mega). La compressione, invece, rende addirittura più piccolo il file d’archivio e dunque assicura una velocità di trasferimento ancora maggiore.

Leggi tutto “Archiviazione e compressione in Linux”

TrueCrypt 6.0 e il volume nascosto /2

A completamento del precedente post su TrueCrypt, ecco un video in italiano su come creare un volume nascosto.

Mi è stato chiesto di spiegare in dettaglio la creazione di un volume nascosto all’interno di un volume standard di TrueCrypt. In aggiunta a quanto avevo scritto nel precedente post, eccovi un video dei passi da seguire. Spero sia più chiaro di un post tradizionale. :)

Ricordate: il volume esterno e quello interno devono avere password diverse! A seconda di quale password sarà stata immessa all’atto dell’apertura del file-contenitore, si aprirà o la parte esterna o la parte interna.
Per ulteriori informazioni, specie sull’uso e la protezione del volume nascosto, date un’occhiata alla documentazione online di TrueCrypt (in inglese).

Gestire le partizioni in Ubuntu

In un post soltanto i comandi da terminale per formattare, etichettare, montare partizioni Ext2/Ext3, NTFS, Fat32. Ed infine come riparare partizioni Ext2/Ext3 e montare una ISO.

Ho già scritto più volte su come gestire i propri dispositivi e le proprie partizioni: basta dare un’occhiata al tag “Hard-disk”. È da tempo, però, che volevo annotarmi qui, secondo lo stile tipico di Ubuntu block notes, tutto ciò tengo nelle mie note personali sul desktop. Una sorta di guida rapida ai comandi da terminale per formattazione, etichettatura, montaggio, informazioni e riparazione delle partizioni dei dischi fissi. Sperando che l’articolo, pur non essendo completo, vi sia utile lo stesso.

Per eseguire alcune di queste operazioni, come la formattazione ad esempio, potete usare Gparted che trovate nei repository ufficiali. Ma non tutte, appunto, possono essere eseguite da interfaccia grafica. Tramite il terminale avete tutte le possibilità di intervento relativamente alle partizioni dei vostri dischi fissi. Annotatevele, magari in un post-it di Tomboy, per averle sempre a portata di mano.
Leggi tutto “Gestire le partizioni in Ubuntu”

TrueCrypt 6.0 e il volume nascosto

TrueCrypt consente la creazione di volumi virtuali cifrati dove conservare i nostri dati al sicuro da sguardi indiscreti. Ma offre anche la possibilità di creare volumi nascosti, irrilevabili se non si sa che esistono. Una lettura chiarirà meglio il concetto.

C’è uno screencast!
Per un aiuto su come procedere passo passo nella creazione di un volume nascosto, potete vedere lo screencast apposito.

Ho già illustrato per sommi capi in un articolo precedente come creare con TrueCrypt (=TC) un volume cifrato. In questo piccolo post spiego brevemente come sfruttare la geniale funzione del volume nascosto.

In breve, possiamo creare un volume standard di TC che contenga al suo interno un altro volume, di cui solo noi conosciamo l’esistenza e che non è per nulla facile individuare (se non impossibile). Riguardo la quasi impossibilità di individuare il volume nascosto, dice così la guida utente:

Even when the outer volume is mounted, it is impossible to prove whether there is a hidden volume within it or not, because free space on any TrueCrypt volume is always filled with random data when the volume is created and no part of the (dismounted) hidden volume can be distinguished from random data.

Leggi tutto “TrueCrypt 6.0 e il volume nascosto”

TrueCrypt 5, istruzioni per l’uso

Una guida completa all’uso di TrueCrypt 5.0. Sebbene non sia l’ultima versione del software, fa tuttavia comprendere le basi del funzionamento di questo splendido software per la tutela dei dati personali.

Con l’uscita di TrueCrypt 5 per Linux finalmente anche il nostro amato pinguino ha una interfaccia utente facile e semplice: adesso gestire i nostri file personali contenenti dati sensibili è alla portata di tutti. Chiunque abbia a cuore la propria privacy mette in campo quel minimo di accortezze per tutelarla e i software come TrueCrypt ci consentono di farlo in maniera facile e veloce.

In questo post, concepito come una guida, corredata di molti screenshot, cercherò di far capire come usare questo software per l’esigenze di tutti i giorni, tralasciando parti più complesse, che esulano da questa guida. Alcuni utenti mi hanno chiesto di scrivere qualcosa in merito, anche perché l’interfaccia per Linux non è stata ancora localizzata in italiano.

Ma vediamo subito come fare.
Leggi tutto “TrueCrypt 5, istruzioni per l’uso”

Aggiungere un disco fisso esterno Ext3 a Ubuntu

Capire come aggiungere alla nostra Linux box in modo facile un disco esterno formattato in Ext3.

Note
Questo post è la copia identica del precedente con le necessarie modifiche da Fat32 a Ext3. L’ho scritto per motivi di completezza.

drive_removable.png

Leggi tutto “Aggiungere un disco fisso esterno Ext3 a Ubuntu”

Aggiungere un disco fisso esterno Fat32 a Ubuntu

Capire come aggiungere alla nostra Linux box in modo facile un disco esterno formattato in Fat32.

drive_removable.png

Oggi ho aggiunto un disco fisso esterno alla mia Linux-box: un hd da 250 giga in un case con porte Usb 2.0 e Firewire. Come è ormai consuetudine per me, mi appunto qui ciò che ho “combinato” per poterlo usare sul mio amato Sistema Operativo.

Leggi tutto “Aggiungere un disco fisso esterno Fat32 a Ubuntu”