Stallman su software libero e libertà della persona

Onestamente non so se ci sono cose che Gnu/Linux può fare meglio, anche perché non so esattamente cosa possa fare l’iBad. E non posso dire che il nostro software sia sempre migliore di quello proprietario: dipende da quello che ti serve. Ma questo è un problema secondario. Il punto è che se ragioniamo in termini di convenienza, ci sono software migliori e software peggiori. Ma se ragioniamo in termini di etica, noi siamo dalla parte del Bene, loro dalla parte del Male. Dunque il nostro software sarà sempre migliore del loro.
[…]
Qui parliamo di etica. Fare un sacco di soldi con un sistema che calpesta le libertà individuali non va bene, è un attacco alla società nel suo complesso dal quale dobbiamo difenderci con tutti i mezzi. Meglio fare pochi soldi con qualcosa di eticamente sostenibile. Il business viene dopo la libertà.

Richard M. Stallman, Stallman: «iPad? Io lo chiamo iBad» 1

Grazie a Dario Cavedon per la segnalazione.

Note

  1. Il titolo inglese è: Stallman: «The iBad? A serious threat to individual freedom» la cui traduzione italiana è: Stallman: «L’iBad? Una seria minaccia alla libertà individuale».

20 nuovi portatili con Ubuntu per l’Istituto Majorana

Ricordate la bellissima notizia che vi avevo segnalato qualche post fa in cui vi dicevo che una scuola siciliana, l’Istituto Ettore Majorana di Gela, è leader fra le scuole italiane nell’adozione del software libero? Bene, oltre i 16 computer già in loro possesso, stanno per arrivare altri 20 portatili tutti con Ubuntu “Hardy Heron” e solo software libero! Qui trovate la notizia con cui la scuola orgogliosamente si fa sempre più avanti in questa azione di libertà.

Certo che ci vorrebbe un Prof. Cantaro in ogni scuola! :D

Software libero e scuola: l’Istituto Ettore Majorana

Non è solo la provincia di Bolzano ad aver capito i numerosi vantaggi del software libero ma anche una scuola siciliana, l’Istituto “Ettore Majorana” di Gela. Grazie all’impegno e alla profonda convinzione del Prof. Ing. Antonio Cantaro, la scuola gelese è entrata in pieno nell’uso e nella divulgazione del software libero, proponendolo come una valida alternativa al costoso software proprietario. La cosa che più mi rende contento è la promozione della cultura del software libero: nel tempio del sapere, dove si formano le menti di coloro che domani reggeranno il paese Italia, è doveroso che ci si formi a questa cultura, a questo modo di pensare. Come non è ammissibile che una Pubblica Amministrazione rilasci un file in formato .doc, così non è ammissibile che in una scuola si usi ancora software chiuso.

La scuola Majorana si propone come un valido esempio per tutti quegli enti pubblici che tuttora continuano a scialacquare milioni di euro dei contribuenti per pagare il software proprietario. Secondo le stime del Prof. Cantaro, il risparmio a livello regionale sarebbe di ben 2 milioni e 200 mila euro l’anno, soldi che potrebbero essere destinati ad opere diverse da quella di rimpinzare le casse delle software house. Per rendersi conto di quanto si possa risparmiare in una sola provincia, guardate questo video.

Ecco cosa dice il Prof. Cantaro sulla nascita del progetto:

Probabilmente siamo l’unica scuola della Sicilia o almeno una delle pochissime, ad avere un’aula computer, da 16 postazioni, funzionante completamente ed esclusivamente col software libero, ovvero Linux in versione Debian (Ubuntu 7.10), OpenOffice & Co. Quali sono i vantaggi? Vi narro, per iniziare, un piccolo aneddoto. Verso ottobre del 2007, sono venuto a conoscenza che la nostra scuola era in procinto di ricevere una fornitura di computer per la nuova aula d’informatica. Il nuovo Dirigente scolastico, Prof. Vito Parisi, venuto a conoscenza delle mie competenze nel settore, mi chiese di dare un’occhiata al contratto di fornitura. Erano previsti un totale di otto computer con relativo software a pagamento. Troppo pochi per avere un’aula in grado di ospitare una classe. Sapete com’è finita? Con gli stessi soldi, grazie anche al vincitore della gara, Sig. Barone di Gela, i computer sono diventati ben 16 (dico sedici), in grado di soddisfare appieno i bisogni di un’intera classe. Vi chiederete come abbiamo fatto. Semplice, abbiamo sostituito tutto il software a pagamento previsto dalla fornitura (che poi non era neppure molto, sempre per questioni economiche) con software libero e gratuito. Quindi, prima ancora che il progetto “software libero” decollasse, abbiamo ottenuto, praticamente, il raddoppio delle postazioni computer.

Che aggiungere? Si spera solo che chi governa questo paese si accorga che il risparmio in termini monetari sarebbe enorme se tutta la Pubblica Amministrazione italiana passasse a Linux. E sottolineo, comunque, che non è questo il primo punto da tenere in considerazione, quanto il primario e imprenscindibile: la cultura del software libero.

La scuola, sempre sotto la guida preziosa del Prof. Cantaro, ha preparato una pagina – si spera – sconvolgente per chi non è ancora convinto che “Linux è meglio”, dal titolo “Perché passare a Linux”, con un bel sottotitolo: “Ci sono, almeno, 27 validi motivi per innamorarsi di Linux”. È una rassegna dei motivi principali per cui è un gran bel passo adottare Linux come propria piattaforma di lavoro.

I miei complimenti al promotore del progetto e a tutta la scuola, cui auguro un lavoro entusiasmante e ricco di soddisfazioni.