Fedora

Il titolo di questo post, “Fedora”, voleva essere un po’ più forte, ma forse non è il caso di stendere classifiche, anche perché non ne ho da stilare. Fatto sta che con Fedora questo notebook dell’era paleozoica (ha meno di 4 anni, ma per il duro mercato informatico è già molto vecchio) vola. GNOME 3 e Unity su Ubuntu sono un macigno (provato fino all’altro ieri) che questo PC si rifiuta di usare: te lo fa capire quando sposti una finestra in giro per lo schermo o se apri un menu a tendina. Banali operazioni su altri sistemi operativi, che qui diventano un dramma.

Da un anno, invece, uso KDE su Fedora e la ventola gira solo quando strettamente necessario (leggasi raramente, anche con Akonadi e altre amenità simili attive). Da alcuni giorni, poi, sto provando GNOME 3 e anche questo DE fa la sua bella figura in quanto a velocità di esecuzione e temperatura dello chassis.

E non è più un dramma aprire un banale menu a tendina. Semmai il dramma pare essere se restare in KDE o tornare a GNOME.

Noi, cecchini di pixel

Sto ancora leggendo la gustosa recensione di Unity preparata da @pollycoke ma mi sono fermato, ridendo, per cinque minuti su questa frase:

Una di queste novità è da me benvenuta con fanfare festanti: il grip per ridimensionare le finestre! Sono letteralmente anni che ci alleniamo a fare i cecchini per riuscire a prendere quel fottuto pixel che permette di dare inizio al ridimensionamento, specie quando si usano temi senza bordi, e finalmente adesso abbiamo una comoda area sufficientemente ampia da essere individuata al primo colpo. Un grande passo per l’umanità. 1

Meritava di essere riproposta!

Attendevo questa recensione perché la mia esperienza con Unity, per come lo vediamo oggi, non è stata purtroppo soddisfacente. Per questo motivo, ma soprattutto perché

prima o poi dovrete comunque abituarvi all’idea che GNOME come lo conoscevate è già morto, e non per mano di Canonical: GNOME 3 con la sua Shell rappresenta infatti una rottura col passato ancora più netta di Unity 2,

ho deciso di dare uno sguardo più approfondito, e serio, a KDE. Ed è stato un bene, anche se qualcosa mi manca. Tempo permettendo, ho intenzione di mettere nero su bianco perché uno che ha usato sempre e solo Gnome trova così comodo lavorare con quest’altro ambiente desktop.