Opensource Community, keep talking!

Mentre ascoltavo la mia band preferita, mi è balenata in mente una semplice considerazione che voglio scrivere, tanto più che ultimamente si rende necessaria. Vi prego di considerare queste poche righe che ho scritto di getto come una semplice considerazione personale ed esprime un mio punto di vista.

La copertina dell’album “The Division Bell” dei Pink Floyd.

La canzone che ascoltavo è Keep talking; per onestà e per rispetto devo riportare tutto il brano, perché va letto interamente (la fonte è qui):

For millions of years mankind lived just like the animals
Then something happened which unleashed the power of our imagination
We learned to talk

There’s a silence surrounding me
I can’t seem to think straight
I’ll sit in the corner
No one can bother me
I think I should speak now
I can’t seem to speak now
My words won’t come out right
I feel like I’m drowning
I’m feeling weak now
But I can’t show my weakness
I sometimes wonder
Where do we go from here

It doesn’t have to be like this
All we need to do is make sure we keep talking

Why won’t you talk to me
You never talk to me
What are you thinking
What are you feeling
Why won’t you talk to me
You never talk to me
What are you thinking
Where do we go from here

It doesn’t have to be like this
All we need to do is make sure we keep talking

Why won’t you talk to me
You never talk to me
What are you thinking
What are you feeling
Why won’t you talk to me
You never talk to me
What are you thinking
What are you feeling

I feel like I’m drowning
You know I can’t breathe now
We’re going nowhere
We’re going nowhere

In poche parole la canzone vuole affermare e ribadire la necessità del dialogo e della comunicazione, del parlare non per riempire un silenzio ma per con-divider-si: senza dialogo non si va da nessuna parte. Come un tempo remoto, l’uomo scoprì la possibilità del linguaggio come forma di comunicazione efficace, così anche oggi noi non dobbiamo perdere questa opportunità: la comunicazione come donazione di sé e con-divisione di sé. 🙂

Mentre ascoltavo il brano, vedevo chiaramente innanzi a me la Comunità Opensource: lì dentro il dialogo la fa da padroni! È ovvio, e non può essere diversamente! Se finisce il dialogo è finita l’essenza, il cuore stesso della filosofia del software libero, aperto, non lucchettato da brevetti e ammennicoli, distruttivi per la cultura e la crescita dell’umanità. Faccio un software e lo metto a disposizione della comunità, che lo usa, lo aggiusta, lo amplia e lo rimette sempre in circolazione: in questo movimento circolare, che è già esso stesso dialogo, la comunicazione è fortemente radicata. Certo, la nostra condizione umana può indurci in un uso scorretto del dialogo, ma l’importante è rendersene conto e ritornare indietro, continuando nella strada del donar-si nel dialogo.

All we need to do is make sure we keep talking.
(Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è assicurarci di continuare a dialogare)

… nella speranza, ma anche nella certezza, che la Comunità tutta non può dimenticare queste parole.

aldolat

Il blocco note di Aldo.